In risposta alla persistente minaccia della Peste Suina Africana (PSA), il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato una nuova ordinanza che rafforza le misure di prevenzione e controllo della malattia. La decisione arriva in un momento critico, in cui la diffusione della PSA rappresenta un serio rischio sia per l’allevamento suino che per l’agricoltura.
“Con questo provvedimento – ha dichiarato Fontana – intendiamo favorire al massimo le attività di depopolamento dei cinghiali, principali vettori della Peste Suina Africana nei suini allevati e responsabili di ingenti danni all’agricoltura. L’ordinanza conferma tutti i provvedimenti già in essere, ma intende agevolare la lotta ai cinghiali con meno vincoli burocratici, procedurali e di gestione delle risorse economiche“.
Misure dell’ordinanza
L’ordinanza include una serie di misure specifiche per facilitare il controllo della popolazione dei cinghiali, considerati il principale vettore della PSA. Tra queste:
– Riduzione dei Vincoli Burocratici: Semplificazione delle procedure amministrative per permettere interventi più rapidi ed efficienti.
– Procedure Operative Snellite: Ottimizzazione dei processi di depopolamento per renderli più efficaci.
– Gestione Economica Facilitata: Allocazione delle risorse economiche con maggiore flessibilità per affrontare l’emergenza in modo più dinamico.
Agricoltura e allevamento
L’iniziativa di Fontana è stata accolta positivamente dagli agricoltori e dagli allevatori della regione, che da tempo chiedevano misure più incisive per contenere la popolazione di cinghiali. Questi animali, oltre a diffondere la PSA, causano danni significativi ai campi coltivati e rappresentano una minaccia costante per la sicurezza delle colture.
“La lotta alla Peste Suina Africana è una priorità assoluta per la nostra regione,” ha aggiunto Fontana. “Questo provvedimento è un passo fondamentale per proteggere la nostra economia agricola e garantire la salute degli allevamenti suini.”
La Regione Lombardia continuerà a monitorare attentamente la situazione e a collaborare con le autorità sanitarie e gli esperti del settore per implementare ulteriori misure se necessarie. L’obiettivo principale resta quello di debellare la PSA e salvaguardare l’integrità del comparto agroalimentare lombardo.


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