Uno studio pubblicato su Science, condotto dagli scienziati delle università di Warwick e Oxford, ha dimostrato che i dati del tracciamento digitale dei contatti possono ricostruire le dinamiche epidemiche con un dettaglio senza precedenti. L’indagine ha utilizzato le informazioni raccolte dall’app Covid-19 del National Health Service (NHS) per Inghilterra e Galles, con l’obiettivo di ottenere un quadro dettagliato della trasmissione dell’infezione.
I risultati mostrano che il tracciamento digitale può fornire dati con una risoluzione temporale molto alta, facilitando una risposta scalabile e precisa nelle future epidemie. Gli strumenti digitali, spiegano gli esperti, sono cruciali per misurare le complesse dinamiche di trasmissione, specialmente per patogeni respiratori. La caratterizzazione dettagliata ottenuta può informare decisioni di sanità pubblica e interventi mirati.
Durante la pandemia di Covid-19, l’efficacia del tracciamento digitale nel ridurre la trasmissione è stata riconosciuta, ma il suo potenziale per migliorare il monitoraggio epidemico è rimasto poco esplorato. Lo studio ha analizzato dati raccolti tra il 2021 e il 2023, rilevando cambiamenti nei tassi di contatto e nella trasmissibilità legati a eventi come l’allentamento dei lockdown, festività e il campionato Euro 2020. Le varianti Delta e Omicron e l’introduzione dei vaccini hanno anche influenzato queste dinamiche.
L’analisi ha evidenziato un passaggio dalle infezioni domestiche ai contatti fugaci, soprattutto nei fine settimana e durante le festività. Il nuovo indicatore R app (t) sviluppato dai ricercatori offre dati accurati sui tassi di contatto e trasmissione almeno 5 giorni prima rispetto ai modelli esistenti.


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