Siccità Basilicata: anche Scanzano Jonico dichiara lo stato di calamità

Tra le misure per contrastare questa situazione, c'è la "richiesta di aiuti straordinari al governo regionale e nazionale"

A causa “della persistente e grave siccità che ha colpito il territorio“, come hanno fatto anche altre amministrazioni del Metapontino, anche il Comune di Scanzano Jonico (Matera), in Basilicata, ha dichiarato lo stato di calamità naturale. “Una decisione necessaria – ha messo in evidenza il sindaco Pasquale Cariello – per fronteggiare la crisi idrica che sta mettendo a dura prova la nostra comunità. La mancanza di precipitazioni e le temperature eccezionalmente elevate degli ultimi giorni hanno causato un drastico abbassamento delle risorse idriche disponibili, compromettendo l’agricoltura, l’allevamento e l’approvvigionamento di acqua potabile per le famiglie”.

Cariello ha poi sottolineato che “in risposta a questa emergenza, stiamo attivando tutte le misure necessarie per alleviare gli effetti della siccità e sostenere i nostri agricoltori e allevatori. Tra queste, la richiesta di aiuti straordinari al governo regionale e nazionale”, ha concluso il primo cittadino di Scanzano Jonico.

La Provincia: “dichiarare lo stato calamità di naturale per l’emergenza agricoltura”

Il Consiglio provinciale di Matera ha approvato in modo unanime una delibera per chiedere al Governo nazionale e alla Regione Basilicata la dichiarazione dello stato di calamità naturale per danni in agricoltura e provvedimenti concreti per dare sollievo al comparto primario. Alla riunione hanno partecipato anche sindaci del Materano e i rappresentanti di categoria. La seduta è stata convocata dopo la grandinata del 2 luglio e tiene conto del problema della siccità. Eventi climatici all’opposto, entrambi dannosi per l’agricoltura.

L’assise ha deliberato di ‘‘chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri e alla Regione Basilicata, ciascuno per la propria competenza istituzionale, di dichiarare lo stato di calamità naturale nel territorio provinciale” e di ‘‘individuare possibili interventi strutturali da eseguire con urgenza per garantire sufficienti volumi d’acqua e, non da ultimo, indennizzi e sostegni economici, interventi straordinari per il risarcimento dei danni subiti’‘.

Dopo il dibattito, nella delibera è stata inserita la proposta di tavoli permanenti sulle emergenze in agricoltura e sulla gestione dell’acqua. Sindaci e rappresentanti degli agricoltori hanno chiesto anche di finanziare pozzi artesiani nelle aziende agricole e zootecniche, di sospendere il cannone irriguo del Consorzio di Bonifica nei casi calamitosi e di attuare piani di abbattimento sui cinghiali tutto l’anno. ”La Provincia – ha dichiarato il Presidente della Provincia Piero Marrese – pur non avendo specifiche competenze in materia ha voluto fare proprie le richieste del territorio e del settore. In tale ottica, convocheremo un tavolo permanente al quale inviteremo non solo i sindaci, i consiglieri regionali e i rappresentanti della categoria ma anche l’assessore regionale all’agricoltura. Urgono – ha aggiunto – interventi forti e importanti per salvaguardare produzioni di pregio e impedire a numerose famiglie di andare incontro ad ulteriori difficoltà, soprattutto nelle aree interne’‘.