Agricoltori sul piede di guerra per gli effetti della siccità in Basilicata. Presidi, sollecitazioni a convocare un tavolo emergenziale, appelli ai prefetti sono le iniziative delle sigle agricole che sono preoccupate per la costante riduzione delle scorte di acqua, sebbene la Basilicata sia ricca di fiumi tanto da rifornire circa due terzi della vicina Puglia. Nelle dighe lucane, rispetto ad un anno fa, ad oggi ci sono 206 milioni di metri cubi in meno di acqua e sono al momento disponibili circa 240 milioni di metri cubi, una quota di meno di un terzo della capacità complessiva di accumulo che serve per gli scopi potabili, irrigui, industriali.
Il Consorzio di bonifica sta effettuando continuamente delle manovre sugli schemi idrici per garantire le portate necessarie al settore agricolo ma la tendenza alla diminuzione, con piogge finora scarse e temperature più elevate in estate, desta preoccupazione. Rischiano di saltare gli accordi con la Puglia, per trattenere nella regione lucana quanta più acqua possibile.
Domani, alle 11.30, la Coldiretti provinciale di Potenza viene ricevuta dal prefetto di Potenza, Michele Campanaro, a cui ha chiesto un incontro urgente, subito fissato. Nella stessa mattinata, dalle 9.30 si terrà un presidio di delegati in piazza Mario Pagano. Analoga richiesta è stata presentata dalla Coldiretti di Matera al prefetto Cristina Favilli.
”Un grazie particolare al prefetto di Potenza Campanaro che alla nostra richiesta ha prontamente risposto convocando una nostra delegazione’‘, dice all’Adnkronos il Presidente di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani. Si attendono decisioni importanti: l’obiettivo è soddisfare il fabbisogno dell’area del Vulture e Alto Bradano. ”Le aspettative sono importanti – aggiunge – Abbiamo delle ottime aspettative perché il prefetto ci ha sempre stupito con la sua operatività e quindi avrà un’incidenza importante sulla Regione Basilicata, sul Presidente Bardi e, perché no, anche sul comitato tecnico e politico dell’accordo di programma tra Puglia e Basilicata. Abbiamo grandi attese perché l’acqua va data immediatamente. Quindi, nelle more di attuazione di qualsiasi protocollo, quello che ci aspettiamo è che nella zona di Lavello e di Melfi vengano rilasciati tre milioni e mezzo di metri cubi; aggiunti a un milione e mezzo sono 5 milioni per quell’area, che garantirebbero la campagna del pomodoro sino a fine agosto”.


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