Il 21 agosto 2006 la NASA ha segnato un’importante pietra miliare nella comprensione dell’universo, annunciando la prima prova diretta dell’esistenza della materia oscura. Questo risultato rivoluzionario è stato ottenuto grazie alle osservazioni del Chandra X-ray Observatory, un telescopio spaziale in grado di captare le emissioni di raggi X provenienti dalle regioni più remote dello Spazio.
L’evidenza è stata raccolta studiando l’ammasso di galassie 1E 0657-56, noto anche come “Bullet Cluster“. In seguito a una collisione tra due ammassi di galassie, gli astronomi hanno potuto osservare che la materia visibile, come le stelle e il gas, si comportava in modo diverso rispetto alla materia oscura. Mentre la materia visibile rallentava e interagiva tra di essa, quella oscura passava attraverso l’ammasso senza subire alterazioni.
Questo comportamento è stato dedotto osservando la distribuzione della massa tramite l’effetto lente gravitazionale, dove la gravità della materia oscura piega la luce proveniente da oggetti lontani, permettendo così di “vederla” indirettamente. Questa scoperta ha fornito una conferma cruciale dell’esistenza di questo componente misterioso e invisibile che costituisce circa l’85% della massa dell’universo, aprendo nuove prospettive per la cosmologia e l’astrofisica.



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