Allerta vermocane: l’allarme raggiunge le spiagge delle Canarie e anche l’Italia

Il vermocane è particolarmente temuto per le sue setole urticanti

Dopo aver colpito le coste italiane di Puglia, Sicilia e Calabria, l’allerta per la presenza del vermocane si estende ora anche alle spiagge delle Canarie. Questo inquietante verme marino, noto per le sue setole urticanti, sta destando preoccupazione tra bagnanti e pescatori.

Cos’è il vermocane?

Il vermocane, chiamato anche “verme di fuoco”, è un anellide appartenente alla classe dei Policheti. Questo verme marino può crescere fino a 30 cm e vive soprattutto sui fondali rocciosi delle acque tropicali e subtropicali dell’Atlantico. Tuttavia, negli ultimi anni, la sua proliferazione ha raggiunto anche il Mar Mediterraneo, dove è diventato una crescente minaccia per la pesca e la biodiversità marina.

Il vermocane è particolarmente temuto per le sue setole urticanti. Questi aghi a uncino possono penetrare nella pelle se una persona lo urta, iniettando una neurotossina che provoca intense irritazioni. I sintomi possono includere non solo un dolore acuto ma anche nausea e vertigini. Questa reazione è una forma di difesa del verme, che utilizza le sue setole per proteggersi da eventuali minacce.

La natura carnivora del vermocane lo porta a nutrirsi di piccoli organismi marini, il che può alterare l’equilibrio degli ecosistemi nelle riserve marine. Questo comporta disagi significativi anche per i pescatori, che si trovano spesso con le reti danneggiate e il pesce compromesso. Come sottolinea Rosario Milazzo, un pescatore citato nella Gazzetta del Sud: “A causa del vermocane abbiamo perso in questi ultimi tempi il 30% del pescato. Basta che individua il pesce finito nelle reti che entra in azione, e così quando tiriamo le reti, dobbiamo gettare in acqua il prodotto danneggiato”.

La situazione in Italia

In Italia, il problema del vermocane è diventato particolarmente serio, soprattutto nel Sud del Paese. La crescita della sua popolazione è stata accelerata dal riscaldamento delle acque del Mediterraneo. Per far fronte a questa emergenza, è stata avviata una campagna informativa destinata sia ai residenti che ai turisti. Il progetto, curato dall’Ogs in collaborazione con le Università di Modena e Reggio Emilia, di Catania e di Messina, Ispra e l’Area Marina Protetta di Capo Milazzo, mira a sensibilizzare e educare sulla pericolosità del vermocane e su come affrontare eventuali punture.

Con il crescente riscaldamento delle acque e la diffusione di specie invasive come il vermocane, è essenziale che bagnanti e pescatori in tutte le regioni interessate rimangano informati e cauti. Le autorità continuano a monitorare la situazione e a fornire aggiornamenti per minimizzare i rischi associati a questo verme marino e proteggere l’ambiente marino e le attività economiche ad esso legate.