In un sorprendente sviluppo della ricerca genetica, gli scienziati hanno scoperto un fenomeno inquietante nel nostro cervello: i mitocondri, le centrali energetiche delle cellule, sembrano inserire regolarmente pezzi del loro DNA nel nucleo delle cellule cerebrali. Questo processo, che può integrarsi con i cromosomi umani, potrebbe avere conseguenze significative sulla nostra salute e sulla durata della vita.
Mitocondri e genoma
I mitocondri sono organelli che vivono all’interno delle cellule eucariote, noti principalmente per la loro funzione nella produzione di energia attraverso la respirazione cellulare. Tuttavia, ciò che li rende davvero particolari è la loro origine: sono discendenti diretti di antichi batteri che, circa 1,5 miliardi di anni fa, si sono insediati all’interno dei nostri antenati unicellulari. A differenza di altri organelli, i mitocondri possiedono il proprio DNA, un piccolo filamento circolare contenente circa 37 geni, una reliquia del loro passato batterico.
Studi recenti hanno rivelato che il DNA mitocondriale non rimane sempre confinato all’interno dei mitocondri. In alcune circostanze, segmenti di questo DNA possono “saltare” nei cromosomi delle cellule ospiti, un processo che finora si pensava fosse raro e di scarsa importanza. Ma nuove ricerche stanno cambiando questa percezione.
NUMT: il DNA mitocondriale nel nucleo
Queste inserzioni di DNA mitocondriale nel nucleo sono conosciute come NUMT (segmenti mitocondriali nucleari). Finora si pensava che i NUMT fossero rari e si accumulassero lentamente nel corso di milioni di anni. Tuttavia, lo studio condotto da Martin Picard, psicobiologo mitocondriale e professore associato presso il Vagelos College of Physicians and Surgeons della Columbia University, in collaborazione con Ryan Mills dell’Università del Michigan, ha portato alla luce nuove prove che suggeriscono il contrario.
L’impatto del DNA mitocondriale sulla salute
Nell’ambito dello studio, che ha coinvolto quasi 1.200 partecipanti, i ricercatori hanno scoperto che gli individui con un maggior numero di inserzioni di DNA mitocondriale nel loro cervello tendevano a morire prima rispetto a quelli con meno inserzioni. Questi risultati suggeriscono un potenziale legame tra le inserzioni di NUMT e la durata della vita.
“Pensavamo che il trasferimento del DNA dai mitocondri al genoma umano fosse un evento raro“, afferma Picard. “È sorprendente che sembri accadere più volte durante la vita di una persona. Abbiamo trovato molte di queste inserzioni in diverse regioni del cervello, ma non nelle cellule del sangue, il che spiega perché studi precedenti che analizzavano il DNA del sangue non avevano rilevato questo fenomeno“.
l DNA mitocondriale si comporta come un virus
L’inserimento di DNA mitocondriale nel genoma nucleare è stato paragonato al comportamento di un virus. “Il DNA mitocondriale si comporta in modo simile a un virus in quanto fa uso di tagli nel genoma e si incolla, o come geni saltellanti noti come retrotrasposoni che si muovono nel genoma umano“, spiega Mills. Questo comportamento è particolarmente preoccupante poiché le inserzioni di DNA estraneo nei cromosomi possono alterare la funzione cellulare, influenzare la regolazione dei geni e, potenzialmente, portare a malattie.
NUMT nel cervello: una scoperta sconcertante
La scoperta che il DNA mitocondriale si inserisca nel genoma delle cellule cerebrali è stata una sorpresa. La ricerca ha mostrato che queste inserzioni avvengono principalmente nella corteccia prefrontale, una regione del cervello coinvolta in funzioni cognitive complesse come la pianificazione e il comportamento decisionale. I ricercatori hanno anche scoperto che le persone con un numero maggiore di NUMT nella corteccia prefrontale morivano prima di quelle con meno NUMT, suggerendo che queste inserzioni potrebbero avere un impatto diretto sulla durata della vita.
“Questo suggerisce per la prima volta che i NUMT possono avere conseguenze funzionali e possibilmente influenzare la durata della vita“, afferma Picard. “L’accumulo di NUMT può essere aggiunto all’elenco dei meccanismi di instabilità del genoma che possono contribuire all’invecchiamento, al declino funzionale e alla durata della vita“.
Lo stress come catalizzatore della NUMTogenesi
Un’altra scoperta importante di questo studio è che lo stress potrebbe accelerare il processo di inserzione del DNA mitocondriale nel genoma nucleare. Studi su cellule della pelle umana in coltura hanno mostrato che le cellule stressate accumulano NUMT a un ritmo significativamente più rapido rispetto a quelle non stressate. Questo suggerisce che lo stress non solo influenza la salute mentale e fisica in modi noti, ma potrebbe anche avere un impatto diretto sulla stabilità genetica delle cellule.
“Lo stress rende i mitocondri più propensi a rilasciare pezzi del loro DNA e questi pezzi possono quindi ‘infettare’ il genoma nucleare“, aggiunge Zhou. Questo potrebbe rappresentare un nuovo modo in cui i mitocondri influenzano la salute umana, oltre alla loro ben nota funzione di produzione energetica.


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