“L’Italia è un Paese geologicamente giovane, interessato da due catene di montagne (le Alpi e gli Appennini), tettonica e vulcanismo attivi, ed è un Paese intrinsecamente esposto e variamente vulnerabile alle tante pericolosità geologiche che lo contraddistinguono. In Italia, 1.300.000 persone e il 4% degli edifici sono esposti a rischio frane, mentre sono a rischio alluvionale 6.800.000 cittadini e l’11% delle aree edificate. Il 94% dei comuni italiani è esposto a rischio idrogeologico e il 18.4% della superficie nazionale ricade in aree classificate ad alta pericolosità idrogeologica“: è quanto ha affermato Rodolfo Carosi, geologo, docente dell’Università di Torino, Presidente della Società Geologica Italiana.
Secondo Carosi “quando i processi geologici endogeni ed esogeni (terremoti, frane, eruzione vulcaniche, alluvioni) mettono a rischio le vite umane e/o provocano danni alle infrastrutture e attività della nostra società, parliamo di “pericoli” e “rischi” naturali. Il nostro paese presenta caratteristiche morfo-climatiche molto variabili che, nell’attuale scenario di cambiamento climatico, sono associate ad un aumento delle temperature e ad una sempre maggiore frequenza di eventi estremi di precipitazione, che determinano intensi fenomeni di dissesto idrogeologico (frane, alluvioni, erosione, degradazione del permafrost..)“.
“Nel nostro Paese, il verificarsi di frane e alluvioni, l’attività sismica e vulcanica sono i processi geologici caratterizzati dai maggiori livelli di pericolosità e rischio. Come Società Geologica Italiana, abbiamo aperto una pagina sul sito, finalizzata alla spiegazione dei rischi naturali. Rischi geologici: conoscere per capire, capire per mitigare www.socgeol.it/N5997/rischi-geologici-conoscere-per-capire-capire-per-mitigare.html”“, ha sottolineato.


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