Scoperto il primo osservatorio astronomico della storia: risale all’Antico Egitto

"Tutto ciò che abbiamo trovato ha infranto le nostre aspettative"

Nel cuore dell’antico Egitto, un team di archeologi egiziani ha recentemente svelato una scoperta straordinaria: il primo osservatorio astronomico mai identificato nella storia dell’antico Egitto. Questo straordinario ritrovamento non solo offre uno spaccato senza precedenti della sofisticata conoscenza astronomica degli Egizi, ma rivela anche il profondo legame tra la loro scienza e le pratiche spirituali e rituali. La scoperta avvenuta a Tell Al-Faraeen, antica città di Buto, nel governatorato di Kafr El-Sheikh, risale al VI secolo a.C. e getta nuova luce sull’abilità degli Egizi nel monitorare e comprendere i fenomeni celesti.

L’osservatorio astronomico

Il ritrovamento ha avuto inizio tre anni fa, quando gli archeologi hanno avviato gli scavi nel sito di Tell Al-Faraeen. Quello che inizialmente sembrava un semplice tempio si è rivelato essere un avanzato osservatorio astronomico. La struttura, che misura oltre 850 metri quadrati, è caratterizzata da un’architettura in mattoni di fango e presenta una forma a L, con un ingresso rivolto verso est. Questo orientamento strategico era pensato per permettere all’osservatore, tipicamente un sacerdote conosciuto come “smn pe“, di monitorare il movimento del sole e delle stelle.

Hossam Ghonim, direttore generale delle Antichità di Kafr El-Sheikh e capo della missione archeologica egiziana, ha dichiarato: “Tutto ciò che abbiamo trovato ha infranto le nostre aspettative“. Tra le scoperte più significative c’è una meridiana inclinata, un antico orologio solare che utilizzava le ombre proiettate dal sole per determinare i momenti chiave della giornata, come l’alba, il mezzogiorno e il tramonto. Questo semplice ma sofisticato strumento conferma la precisione e la complessità delle tecniche astronomiche degli Egizi.

Strumenti astronomici e simbolismi

Nel sito sono stati rinvenuti diversi altri strumenti di misurazione del tempo, tra cui un dispositivo noto come “merkhet“, utilizzato per determinare la posizione delle stelle e quindi per calcolare le date significative per il calendario solare egiziano. Inoltre, sono state trovate iscrizioni e incisioni raffiguranti simboli come Chen, Cenet e Benu, tutti legati all’astronomia e al tempo. La presenza di una meridiana e di un “merkhet” indica che gli Egizi non solo osservavano i fenomeni celesti, ma li integravano anche nei loro sistemi di datazione e nelle pratiche rituali.

Una pietra incisa all’interno della struttura mostra vedute astronomiche dell’alba e del tramonto attraverso tre stagioni, un riflesso della loro complessa comprensione dei cicli stagionali e delle variazioni nella lunghezza del giorno. Questo particolare artefatto è il primo del suo genere mai scoperto e rappresenta un’importante testimonianza del modo in cui gli Egizi immaginavano e mappavano il loro ambiente cosmico.

L’importanza del sito

Il sito di Tell Al-Faraeen, anticamente conosciuto come Buto, era dedicato alla dea Wadjet, una divinità serpente protettiva del re. La scoperta di statue e raffigurazioni religiose, come quelle del dio Horus e di Osiride, insieme a numerosi oggetti rituali, dimostra l’importanza culturale e spirituale dell’osservatorio. La presenza di una statua di granito del re Psamtik I, della XXVI dinastia, e di figure di Osiride con un serpente, evidenzia il ruolo duplice dell’osservatorio: non solo come centro di studio scientifico, ma anche come luogo di pratiche spirituali e cerimoniali.

I pilastri all’ingresso della struttura, disposti in modo insolito rispetto ai monumenti tradizionali, suggeriscono una divisione tripartita del tempo in stagioni, mesi e settimane, riflettendo ulteriormente la sofisticata concezione temporale degli Egizi. L’osservatorio, con i suoi due piloni simmetrici, incornicia il punto dell’orizzonte dove sorgeva il sole, un elemento che rappresentava l’akhet, ovvero l’orizzonte stesso, e indicava la probabilità che il sito fosse utilizzato anche per osservare le costellazioni.

Comprendere le pratiche astronomiche

La scoperta dell’osservatorio astronomico di Tell Al-Faraeen fornisce una nuova e preziosa comprensione delle pratiche astronomiche egiziane, dimostrando come la loro conoscenza fosse ben più avanzata di quanto precedentemente immaginato. Questa rivelazione non solo arricchisce la nostra conoscenza della storia dell’astronomia, ma illumina anche il profondo intreccio tra scienza e spiritualità che caratterizzava la civiltà egizia.

L’osservatorio di Buto non è solo una testimonianza della competenza scientifica degli antichi Egizi, ma anche un richiamo alla loro capacità di integrare il sapere astrale con le loro credenze religiose e rituali. La scoperta rappresenta un tassello fondamentale per comprendere il modo in cui i popoli antichi interagivano con il loro ambiente cosmico e come queste interazioni influenzassero la loro vita quotidiana e le loro pratiche religiose.