La crescente minaccia della siccità, accentuata dai cambiamenti climatici, sarà al centro della Conferenza internazionale “Drought Resilience +10“, che si terrà presso la sede dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm). La conferenza segna il decimo anniversario dall’incontro di alto livello sulle politiche nazionali per la gestione della siccità e punta a promuovere soluzioni pratiche per rafforzare la resilienza dei Paesi a uno dei rischi naturali più devastanti e sottovalutati.
La siccità: un rischio crescente e insidioso
“La siccità è un rischio insidioso e pericoloso legato al clima, che mina la sicurezza alimentare umana ed è una delle principali cause di sfollamento interno nei Paesi più colpiti. Può avere un impatto devastante sull’ambiente e sulle economie e invertire i progressi dello sviluppo sostenibile”, ha dichiarato il Segretario generale dell’Omm, Celeste Saulo. Secondo Saulo, “abbiamo bisogno di soluzioni sostenibili, basate sulla conoscenza scientifica e su politiche ad hoc che promuovano pratiche e politiche di gestione integrata della siccità. Abbiamo le conoscenze e gli strumenti, ma troppo spesso mancano la volontà politica e gli investimenti finanziari necessari per costruire società resistenti alla siccità”.
La conferenza analizzerà i progressi fatti negli ultimi dieci anni nella preparazione e risposta alla siccità, oltre a discutere come accelerare il passaggio da una gestione reattiva a un approccio proattivo, sfruttando strumenti come le previsioni stagionali e meccanismi innovativi di finanziamento. Saranno esplorate nuove modalità per tradurre le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete, focalizzandosi anche su come migliorare il monitoraggio della siccità per garantire allerta precoce su sicurezza alimentare e salute.
I cambiamenti climatici e il ciclo dell’acqua
Il cambiamento climatico sta intensificando il ciclo dell’acqua, provocando periodi di siccità più estremi in molte regioni del mondo. Secondo il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), le alterazioni nell’uso del suolo stanno esacerbando la situazione. Andrea Meza, vice segretario esecutivo dell’UNCCD, ha sottolineato l’importanza della conferenza: “Economie sane dipendono da terre sane. Dobbiamo riconoscere con urgenza che la nostra terra e i nostri sistemi naturali sono alleati nelle nostre risposte ai cambiamenti climatici e alla siccità, e dobbiamo sfruttarli per una gestione integrata e proattiva della siccità”.
Meza ha anche evidenziato come l’evento “Drought Resilience +10” offra un’opportunità cruciale per scambiare conoscenze e dare slancio alla prossima COP16 dell’UNCCD, prevista per dicembre 2024 a Riyadh.
Impatto globale della siccità: un fenomeno in crescita
La siccità non è un fenomeno nuovo, ma il suo impatto globale sta aumentando. Tra il 1970 e il 2019, essa ha causato circa 650.000 morti. Secondo l’Atlante dell’Omm, la povertà e l’uso improprio del suolo aumentano la vulnerabilità delle popolazioni e aggravano gli effetti della siccità. Particolarmente colpite sono le regioni dell’Africa, dove dal 1970 al 2021 sono stati segnalati 1.839 disastri meteorologici estremi, che hanno causato 733.585 morti e perdite economiche pari a 43 miliardi di dollari. La siccità ha rappresentato il 95% delle vittime.
Un caso recente è stato l’evento prolungato di La Niña, che ha portato a cinque stagioni consecutive di mancate precipitazioni nel Corno d’Africa, culminando in una crisi umanitaria nel 2023. Con l’avvento del fenomeno opposto, El Niño, nel 2023-2024, l’Africa meridionale è diventata il nuovo epicentro della crisi, con paesi come Zimbabwe, Zambia e Malawi in prima linea.
Progressi nella gestione della siccità
Nonostante le difficoltà, sono stati fatti progressi significativi nella gestione integrata della siccità. Il Programma di Gestione Integrata della Siccità (IDMP), un’iniziativa congiunta dell’Omm e del Partenariato Globale per l’Acqua (GWP), ha collaborato con oltre 45 partner per sostenere i Paesi nello sviluppo di politiche efficaci per affrontare le sfide della siccità.
Esistono numerosi esempi di successo. Nella regione nordorientale del Brasile, storicamente soggetta a siccità frequenti, l’implementazione di politiche proattive ha integrato sistemi di allerta precoce e pratiche di gestione idrica sostenibile, con un forte coordinamento tra i vari livelli governativi. Negli Stati Uniti, lo Stato di Washington ha mitigato con successo gli effetti di una grave carenza idrica nel 2024 grazie a misure di emergenza che hanno sbloccato finanziamenti per le comunità locali.
Sfide e opportunità per il futuro
Le discussioni della conferenza si concentreranno su nove temi principali, tra cui la resilienza alla siccità, la governance del rischio, l’inclusione sociale e la giustizia climatica, e il finanziamento delle azioni. La sessione di chiusura sarà dedicata a trasformare le sfide in azioni concrete per accelerare la resilienza alla siccità nel prossimo decennio.
La dichiarazione finale della conferenza offrirà raccomandazioni ai Paesi su come rafforzare le loro strategie di adattamento, con l’obiettivo di mobilitare risorse per sostenere le nazioni più vulnerabili. I risultati della conferenza contribuiranno alle discussioni della COP16 dell’UNCCD, che si terrà a Riyadh a dicembre, e costituiranno un importante punto di riferimento per la comunità internazionale nella lotta contro la siccità.


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