Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha deliberato la “dichiarazione dello stato di emergenza, per la durata di sei mesi, in relazione alla situazione di grave deficit idrico in atto nel territorio della città metropolitana di Reggio Calabria, della provincia di Crotone e dei comuni di Calopezzati, Caloveto, Cariati, Corigliano-Rossano, Cropalati, Crosia, Longobucco, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Scala Coeli, Acri, Bisignano, Luzzi, Rose, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, Santa Sofia d’Epiro, Vaccarizzo Albanese, Bocchigliero, Campana e Terravecchia, in provincia di Cosenza“.
L’emergenza siccità in Calabria
Per “far fronte alle esigenze più immediate, è stata stanziata la somma di euro 6.900.000, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali“. Questo quanto riportato nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi al termine della riunione di governo.
Inoltre, prosegue la nota, “in considerazione della necessità di completare la realizzazione degli interventi più urgenti in conseguenza dell’evento franoso che si è verificato il giorno 30 novembre 2022 in località Castrocucco nel comune di Maratea, è stato deliberato un ulteriore stanziamento di euro 4.210.000, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali“.
L’iniziativa del governo mira a rispondere alle gravi difficoltà idriche che stanno affliggendo numerosi comuni calabresi, a fronte di un’inevitabile crisi ambientale che richiede un intervento tempestivo e mirato.


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