Iride è una costellazione di satelliti con l’obiettivo di diventare un catalizzatore globale per la sostenibilità. Insieme ad altri sistemi spaziali nazionali ed europei, la costellazione Iride è concepita per servire le Amministrazioni Pubbliche, quali la Protezione Civile e molte altre, per contrastare il dissesto idrogeologico e gli incendi, tutelare le coste, monitorare le infrastrutture critiche, la qualità dell’aria e le condizioni meteorologiche. Si tratta di un’eccellenza finanziata dal PNRR e fornirà, inoltre, dati analitici per lo sviluppo di applicazioni commerciali da parte di startup, piccole e medie imprese e industrie di settore.
Iride può essere considerata come “una costellazione di costellazioni”: è composta da oltre 30 satelliti interamente realizzati e gestiti da aziende italiane. Tra queste, Leonardo con anche Telespazio, Thales Alenia Space ed e-GEOS.
Di iride si è parlato nell’ambito dello IAC 2024 (l’International Astronautical Congress che si tiene in questi giorni a Milano) durante una conferenza stampa nel corso del panel “Protecting our People and Planet”. I protagonisti della tavola rotonda sono stati Raffaella Luglini, Chief Sustainability Officer, Leonardo, Simonetta Cheli, Direttrice dei programmi di osservazione della terra di ESA e Capo di ESA ESRIN, Massimo Claudio Comparini, Managing Director Spazio di Leonardo, Aarti Holla-Maini, UNOOSA Director, Teodoro Valente, Presidente dell’ASI e Simonetta Di Pippo, Direttrice SEELab (Space Economy Evolution Laboratory) – SDA Bocconi.
Più nel dettaglio, Iride è una costellazione ibrida di Osservazione della Terra, che comprende diverse classi di satelliti dotati di sensori. Si tratta di un progetto nato su iniziativa del Governo finanziato appunto dal PNRR, gestito dall’ESA con ASI e il cui completamento è previsto entro il 2026. Iride si aggiunge ai programmi italiani come Cosmo-SkyMed e Prisma e all’europeo Copernicus.
Governi, istituzioni, società civile, industria, “ciascuno svolge un ruolo cruciale nella costruzione di un ambiente sostenibile per il futuro. Leonardo ha promosso oggi questo evento incentrato su Iride, perché si tratta di un programma spaziale che segnerà il prossimo futuro dello spazio e della sostenibilità grazie al contributo dei principali stakeholder del settore spaziale a livello internazionale”, ha commentato Raffaella Luglini, Chief Sustainability Officer di Leonardo, aprendo i lavori del panel. Oggi “ci riuniamo per dimostrare come lo spazio sia l’arena naturale per impegnarsi, costruire e fornire un’azione per il clima. Oggi esploreremo come lo sforzo congiunto dell’industria e delle agenzie spaziali può supportare i governi sfruttando appieno le tecnologie e le capacità spaziali”, ha osservato Luglini.
L’importanza della cooperazione internazionale
Teodoro Valente, Presidente di ASI, ha ribadito invece l’importanza della cooperazione internazionale in programmi come Iride. L’Italia si conferma “un importante player” nella comunità internazionale, attraverso il supporto in diversi satelliti, quali Cosmo-SkyMed e Prisma e all’europeo Copernicus. Iride, ha continuato Valente, vuole essere un valido supporto che aiuta il monitoraggio e in particolare il cambiamento climatico. “Quando parliamo di sostenibilità, dobbiamo considerare anche lo spazio, è una questione importante e rilevante, che deve essere al centro delle discussioni”, ha concluso il Presidente di ASI.
“Un motore di innovazione”
Massimo Claudio Comparini, Managing Director Space Business Unit di Leonardo ha spiegato che Iride “coinvolge una ricca filiera di imprese italiane, sia nell’upstream, quindi per le infrastrutture, sia nel downstream, ovvero i servizi”. Leonardo “ha un ruolo molto importante con tutte le sue partecipate. Nell’ambito di questo ecosistema giochiamo un ruolo importante e portiamo con noi una filiera di piccole e medie imprese nei diversi territori dove operiamo“, ha aggiunto. “È un ecosistema, un’eccellenza italiana, un dominio nel quale riusciamo a far sistema e i risultati si vedono“, ha poi spiegato. Per quanto riguarda il valore aggiunto, Iride “è un valore di per sé, genera anche un impatto dal punto di vista potenzialmente commerciale o per sostenere collaborazioni multilaterali”. Quindi, ha concluso Comparini, “non dobbiamo vedere Iride fine a se stesso, ma effettivamente come un motore di innovazione e quindi anche di successivo sviluppo economico”.


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