L’Europa sta affrontando una vera e propria “crisi” nella dispersione dei semi, un fenomeno cruciale per la riproduzione della flora, causato dalla riduzione delle specie animali che tradizionalmente svolgono questo ruolo. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università di Coimbra e pubblicato sulla rivista Science.
La dispersione dei semi da parte degli animali è essenziale per il mantenimento di ecosistemi sani, soprattutto in ambienti frammentati come quelli presenti in Europa. Senza un’adeguata dispersione, le piante non possono rigenerarsi in modo efficiente, con gravi conseguenze per la biodiversità. “La mancanza di dispersione dei semi potrebbe impedire il recupero delle popolazioni vegetali in declino“, sottolinea lo studio.
I ricercatori avevano già teorizzato che la scomparsa di alcune specie animali avrebbe avuto un impatto negativo su questo processo. Tuttavia, finora si conosceva poco su come le relazioni tra le piante e i loro dispersori fossero effettivamente influenzate dalla perdita di biodiversità animale. La nuova ricerca ha evidenziato che circa un terzo delle interazioni tra piante e animali dispersori è “fonte di grande preoccupazione“, poiché le specie coinvolte sono classificate come quasi minacciate, minacciate o con popolazioni in declino secondo la Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).
In particolare, lo studio rileva che il 30% delle specie vegetali europee dipende da animali dispersori classificati nella categoria di “alta preoccupazione“. Ogni specie animale esaminata disperdeva in media 13 specie vegetali, mentre ogni pianta era associata a una media di nove dispersori.
Nonostante alcune lacune nei dati relativi alle interazioni tra piante e dispersori, gli studiosi suggeriscono che i risultati ottenuti potrebbero comunque fornire indicazioni utili per migliorare gli sforzi di conservazione, non solo delle specie vegetali, ma anche di quelle animali.


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