Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) si preparano a compiere un nuovo passo significativo nella loro avventura spaziale: una missione verso la Fascia Principale, che prenderà il via nel 2028. Questa straordinaria impresa sarà lanciata utilizzando un razzo H3 giapponese, fornito dalla Mitsubishi Heavy Industries (MHI), come annunciato ieri dall’Agenzia Spaziale degli Emirati Arabi Uniti (UAESA). La missione, chiamata Emirates Mission to the Asteroid Belt (EMA), rappresenta un importante tassello nell’ambizioso programma spaziale emiratino.
Una missione verso il cuore del Sistema Solare
Il protagonista di questa missione sarà il veicolo spaziale MBR Explorer, intitolato a Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, principe ereditario di Dubai. Il veicolo esplorerà 6 asteroidi situati nella Fascia Principale tra il 2030 e il 2033, per poi raggiungere un 7° asteroide, chiamato Justitia, nel 2034. Una volta giunto a destinazione, MBR Explorer rilascerà un lander per esaminare da vicino la superficie dell’asteroide, un’operazione che segnerà una pietra miliare per l’esplorazione spaziale degli EAU.
Il contratto con MHI rappresenta una tappa cruciale per l’agenzia spaziale emiratina, che per la terza volta affida all’azienda giapponese il lancio di una delle sue missioni più ambiziose. In precedenza, MHI ha lanciato con successo la Emirates Mars Mission nel 2020 e KhalifaSat, un satellite per il telerilevamento, nel 2018.
Le ambizioni spaziali degli Emirati
Il direttore della missione EMA, Mohsen AlAwadhi, ha espresso grande fiducia nella partnership con MHI, lodando le capacità tecniche e l’affidabilità del lanciatore H3. “Abbiamo grandi aspettative per il veicolo di lancio H3, data la sua precisione e le capacità migliorate“, ha dichiarato AlAwadhi. “Questa collaborazione rappresenta non solo il prossimo passo del viaggio degli Emirati nello Spazio profondo, ma anche una testimonianza della nostra fiducia nella tecnologia e nell’expertise di MHI“.
Anche dal lato giapponese, l’entusiasmo è palpabile. Iwao Igarashi, vicepresidente e general manager senior dei sistemi spaziali presso MHI, ha sottolineato l’importanza del progetto, promettendo che l’azienda farà il massimo per garantire il successo del lancio e l’inizio di questa nuova avventura degli Emirati nello spazio profondo.
Un programma spaziale in espansione
Sebbene l’UAESA abbia mantenuto un certo riserbo sui dettagli tecnici della missione, nel luglio scorso ha completato una revisione concettuale del progetto. Restano tuttavia ancora sconosciuti diversi dettagli cruciali, come la massa del veicolo spaziale e il costo totale della missione.
Nel frattempo, MHI sta lavorando per aumentare il numero di lanci del suo razzo H3, che ha già completato 2 voli di successo quest’anno dopo il fallimento del lancio inaugurale nel 2023. L’obiettivo dichiarato è portare il ritmo di lanci da 6 a 8 all’anno, sebbene non sia stato ancora fissato un calendario definitivo.
Gli Emirati, un nuovo protagonista dell’esplorazione spaziale
Con questa missione, gli EAU continuano a consolidare la propria posizione nell’esplorazione spaziale. Dopo il successo della missione su Marte e il lancio di satelliti per il telerilevamento, la Emirates Mission to the Asteroid Belt rappresenta un ulteriore passo avanti nel rafforzamento delle capacità scientifiche e tecnologiche del Paese. Questo programma non solo apre nuove frontiere nell’esplorazione del Sistema Solare, ma stimola anche la collaborazione internazionale e la crescita della conoscenza umana sui corpi celesti che orbitano attorno al Sole.
Il viaggio verso la Fascia Principale è un’impresa ambiziosa che conferma la determinazione degli Emirati Arabi Uniti a giocare un ruolo di primo piano nella corsa allo Spazio, guardando oltre i confini della Terra e puntando alle stelle.


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