G7: Bernini e il ministro olandese discutono l’incremento dei fondi per l’Einstein Telescope

L'Einstein Telescope contribuirà a migliorare la meccanica di precisione per strumenti sempre più accurati

Anna Maria Bernini, ministro dell’università e della ricerca, ha recentemente dichiarato: “Ieri ho avuto una call con il ministro olandese” riguardo al progetto dell’Einstein Telescope. Bernini ha sottolineato: “Noi abbiamo investito più fondi. Il nostro miliardo e trecento milioni di euro è di più di quanto l’Olanda attualmente sta investendo sull’iniziativa“. Queste dichiarazioni sono avvenute durante la Conferenza G7 sulle grandi infrastrutture di ricerca, che si tiene a Oliena (Nuoro), vicino all’ex miniera di Sos Enattos, a Lula. Questo sito è stato candidato dall’Italia per ospitare il grande rilevatore di onde gravitazionali di terza generazione, uno dei progetti di ricerca più ambiziosi e significativi previsti in Europa nei prossimi anni.

Il sito alternativo in lizza per l’Einstein Telescope si trova in una regione condivisa tra Olanda, Belgio e Germania. La Sardegna è considerata l’ideale per l’installazione del rilevatore, grazie a caratteristiche favorevoli come “rischio sismico vicino allo zero“, “scarsissima illuminazione artificiale” e “basso grado di antropizzazione“. Per ottimizzare ulteriormente queste condizioni, è prevista la costruzione del telescopio a una profondità compresa tra 100 e 300 metri sotto terra, in modo da preservarlo in uno stato di “silenzio“, isolandolo da vibrazioni causate sia da eventi sismici che da attività umane, identificati come “rumore“, che potrebbe disturbare le misurazioni del telescopio.

L’Einstein Telescope sarà in grado di osservare un volume dell’universo almeno mille volte superiore rispetto agli strumenti di seconda generazione, come gli interferometri LIGO negli Stati Uniti e Virgo in Italia, che hanno per la prima volta rilevato le onde gravitazionali nel 2015, previste un secolo prima da Albert Einstein.

In aggiunta, il ministro Bernini ha evidenziato che attualmente si conosce poco meno del 5% dell’universo, che include la materia ordinaria di cui siamo fatti noi e tutto ciò che possiamo osservare. Per il restante 95%, sappiamo poco; possiamo solo ipotizzare l’esistenza di un altro tipo di materia, denominata materia oscura, e un’energia, chiamata energia oscura, entrambe di natura ancora sconosciuta. L’Einstein Telescope consentirà di esplorare per la prima volta la storia dell’universo, risalendo all’età oscura della cosmologia, un periodo in cui le sorgenti stellari e galattiche di fotoni non erano ancora formate, portando alla luce i processi che ne hanno caratterizzato l’evoluzione.

Queste ricerche avranno anche ricadute pratiche sulla vita quotidiana. Ad esempio, l’Einstein Telescope contribuirà a migliorare la meccanica di precisione per strumenti sempre più accurati, favorirà lo sviluppo dell’intelligenza artificiale utilizzata nei cellulari e promuoverà applicazioni nel campo della sensoristica sismica per rendere più sicure le abitazioni e le infrastrutture. Inoltre, il progetto supporterà innumerevoli applicazioni, dall’uso del vuoto alla criogenia, fino alle applicazioni mediche.