Inaugurata in Sardegna la Conferenza G7 sulle Grandi Infrastrutture di Ricerca

Durante l'evento, le delegazioni internazionali avranno l'opportunità di visitare la ex miniera di Sos Enattos

È ufficialmente iniziata in Sardegna una due giorni di lavori dedicati alle grandi infrastrutture di ricerca, alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. L’evento riunisce delegati ministeriali del G7 e rappresentanti di istituzioni e comunità scientifiche internazionali, con l’obiettivo di valorizzare e rafforzare il ruolo delle infrastrutture di ricerca nel rispondere alle sfide attuali e nel plasmare il futuro della società.

La conferenza, denominata “G7 Conference on Large Research Infrastructures: Synergies and Impact on Science and Society“, si svolge a Oliena, in provincia di Nuoro. Promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito della Presidenza Italiana del G7 e organizzata in collaborazione con l’INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’incontro rappresenta un’importante occasione di dialogo.

I lavori sono stati inaugurati con i saluti e gli interventi istituzionali di figure chiave, tra cui il Ministro Anna Maria Bernini, la Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, il presidente dell’INFN, Antonio Zoccoli, e la presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Maria Chiara Carrozza, coordinatrice dell’iniziativa Research 7+. Presenti anche il rappresentante dell’OECD, Carthage Smith, e delegati dei Paesi G7.

La conferenza si propone come un forum per un’analisi e una riflessione approfondita sul ruolo delle grandi infrastrutture di ricerca nell’affrontare le questioni più attuali e le sfide contemporanee, esaminando il loro impatto su diversi livelli: scientifico, economico, sociale e geopolitico. Sebbene il focus principale sia sui Paesi del G7, saranno considerati anche contributi provenienti da infrastrutture di ricerca di altri Stati.

Durante l’evento, le delegazioni internazionali avranno l’opportunità di visitare la ex miniera di Sos Enattos, area che ospita il sito candidato dall’Italia per la realizzazione del futuro grande progetto di ricerca, il rivelatore gravitazionale Einstein Telescope. Questo progetto è parte della roadmap di ESFRI, lo European Strategy Forum on Research Infrastructure, che indirizza gli investimenti infrastrutturali in Europa.

Le grandi infrastrutture di ricerca sono al cuore della scienza, e della nostra capacità di affrontare le grandi sfide attuali e future“, ha affermato Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN. “A partire dall’economia dei territori che le ospitano, le infrastrutture di ricerca sono in grado di produrre effetti positivi nei più diversificati ambiti della nostra vita e del nostro sistema sociale“.

Zoccoli ha poi continuato: “L’Italia ha grande esperienza nella collaborazione, realizzazione e gestione di grandi infrastrutture, dal Cern ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Oggi, la nostra grande impresa è l’infrastruttura del futuro rivelatore di onde gravitazionali che ci permetterà di sondare le profondità del nostro universo, Einstein Telescope. Accogliere in Sardegna, il luogo candidato dall’Italia a ospitare questo importante progetto, la conferenza sulle grandi infrastrutture di ricerca promossa dal MUR nell’ambito del G7, è un’opportunità unica di confronto internazionale, e di valorizzazione della nostra proposta e delle nostre competenze“.

Durante le sessioni plenarie, verranno discussi temi fondamentali come i benefici socioeconomici delle grandi infrastrutture di ricerca, che fungono da catalizzatori per l’innovazione, dalla generazione di nuove conoscenze alla produzione di dati di alta qualità, dalla formazione delle nuove generazioni di scienziati al trasferimento tecnologico all’industria, fino allo sviluppo del territorio.

Inoltre, le grandi infrastrutture di ricerca sono riconosciute come porte d’accesso alla collaborazione internazionale e alla diplomazia scientifica, poiché rappresentano un patrimonio condiviso senza confini, dove ogni partecipante contribuisce attivamente con le proprie risorse e competenze.

Infine, il dibattito si concentrerà sulle risorse e sinergie che le grandi infrastrutture di ricerca possono offrire nella gestione delle crisi e nella risposta a nuove sfide, come i cambiamenti climatici, le pandemie, lo studio e la conservazione del patrimonio culturale e la protezione dell’ambiente.