Matilde Lorenzi: i primi dettagli della tragedia in Val Senales

Secondo le prime ipotesi, la giovane si sarebbe sbilanciata a seguito dell’urto contro un palo della porta, perdendo l’assetto

Alla stazione di arrivo della funivia della Val Senales, a 3.200 metri di altitudine sulla Grawand, il sole illumina il ghiacciaio, creando uno scenario spettacolare. Sul pendio ci sono decine di giovani sciatori, principalmente membri degli sci club altoatesini, che approfittano della pausa scolastica di Ognissanti per allenarsi. Insieme a loro, alcuni atleti stranieri impegnati nei cosiddetti “pali”, come si dice nel gergo sciistico. Tuttavia, oggi non ci sono azzurre o azzurri in pista, ancora scossi dalla perdita della loro compagna, Matilde Lorenzi.

Matilde, una giovane promessa dello sci italiano, è morta la scorsa notte all’ospedale San Maurizio di Bolzano, dopo che i medici del reparto di rianimazione hanno tentato ogni possibile intervento per salvarla. I sanitari hanno cercato di “strapparla alla morte sin dal momento del suo arrivo” con l’elicottero di soccorso Pelikan 3, ma le lesioni riportate durante l’incidente avvenuto nell’allenamento di slalom gigante del giorno precedente si sono rivelate troppo gravi. Matilde Lorenzi aveva 19 anni, era originaria di Sestriere e, grazie al suo talento nelle discipline veloci, aveva conquistato il titolo assoluto di supergigante lo scorso marzo, dimostrando grandi prospettive.

Al ghiacciaio della Val Senales, come spiegano alla stazione a valle di Maso Corto, “sono in allenamento circa un migliaio di atleti, tutti con la propria squadra di competenza“. Nel comprensorio, noto per aver restituito nel 1991 la mummia di Ötzi, regna incredulità per la tragedia che si è consumata sulla pista Grawand, dove si allenava Matilde. Su questo pendio di 850 metri, con un dislivello di 200 metri e classificato come pista rossa, si trovano le porte rosse e blu per le discese di allenamento. La pista è considerata di media difficoltà, con un tratto iniziale ripido che diventa via via più accessibile. L’incidente si è verificato nel punto in cui la pista diventa pianeggiante, precisamente in un cambio di pendenza.

Già nella giornata di ieri, i carabinieri della stazione di Senales hanno interrogato alcuni testimoni per ricostruire la dinamica della caduta. Le prime indagini non hanno rilevato anomalie nel tracciato o nella sicurezza della pista, e l’autorità giudiziaria non ha disposto il sequestro dell’area. Sul fronte dei soccorsi, Matilde Lorenzi è stata prontamente assistita dagli allenatori della nazionale e dai carabinieri del Centro addestramento di Selva di Val Gardena, prima di essere stabilizzata e intubata dai medici.

Dalle riprese della webcam del comprensorio sciistico, che registra frammenti video ogni dieci minuti, si stima che l’incidente sia avvenuto intorno alle 9:45. Alle 9:50, infatti, le immagini mostrano l’atleta già fuori pista, in un’area non battuta, con una persona nelle vicinanze. Tra le 10:00 e le 10:10 l’elicottero di soccorso giallo è atterrato a pochi metri dalla seggiovia, e le operazioni di salvataggio sono durate circa mezz’ora, con il decollo verso l’ospedale di Bolzano alle 10:50.

Secondo le prime ipotesi, la giovane si sarebbe sbilanciata a seguito dell’urto contro un palo della porta, perdendo l’assetto. La caduta è stata così violenta che il sistema di attacco dello sci si è aperto, una misura progettata per prevenire lesioni alle gambe, e il volto di Matilde ha impattato fortemente sulla neve.