“Entro la fine del 2024 verrà valutato uno schema di legge-delega che sarà quindi auspicabilmente sottoposto al vaglio parlamentare nei primi mesi del 2025, in linea con quanto previsto nel Piano Strutturale di Bilancio di Medio Termine”. Lo ha detto il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, durante il question time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione di Noi Moderati sulla ripresa della produzione di energia nucleare in Italia. Sulla base degli esiti della Piattaforma Nazionale per un nucleare Sostenibile (PNNS), “un gruppo di lavoro ad hoc sta procedendo ad un riordino della legislazione di settore per garantire un nuovo quadro normativo ed un sistema di governance finalizzato a supportare il programma di produzione nucleare sostenibile in Italia”, ricorda il titolare del MASE.
“L’obiettivo è di favorire la ripresa della produzione di energia da fonte nucleare, insieme allo sviluppo delle infrastrutture, al potenziamento del know how, alla promozione di partenariati pubblico-privati, ed al rafforzamento di accordi internazionali”, ha spiegato. L’obiettivo del Governo, inserito nel Piano energetico nazionale, il Pniec, è di arrivare a produrre 400 Megawatt di elettricità dal nucleare nel 2035, per poi salire a 3,5 Gigawatt nel 2045 e a 8 Gigawatt nel 2050.
“Con riferimento al tema delle risorse, alcune misure di sostegno alle attività di ricerca” sul nucleare “sono già ricomprese nel Piano di ricerca di sistema e in Mission Innovation“, ha detto ancora Pichetto. “È evidente che il quadro normativo che si sta delineando agevolerà la definizione di misure stabili, in grado di promuovere investimenti privati in questo settore, garantendo, in particolare, un sostegno finanziario alle prime fasi di sviluppo dei progetti, il costante supporto per la ricerca industriale, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico delle imprese e la sostenibilità a lungo termine del programma nucleare“. “Sarà poi chiaramente il mercato a definire la convenienza economica di una fonte energetica rispetto all’altra, considerando che tutte le fonti hanno un rischio in termini di economicità, di sicurezza degli approvvigionamenti, di incremento dei costi delle materie prime e di dipendenza da una prevalente catena di approvvigionamento“, ha precisato Pichetto.
Pichetto: “nuovo nucleare sicuro, non escluderlo a priori”
“La grande sfida che ci siamo posti come Governo è quella di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050 in modo sostenibile, sicuro e competitivo per il nostro Paese. Siamo dell’idea che una transizione sostenibile, sicura e competitiva possa essere traguardata solo abilitando tutte le tecnologie, sia quelle esistenti che quelle future“, ha detto Pichetto, in audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera, spiegando che “stiamo puntando su tecnologie molto diverse da quelle del passato nucleare italiano. Nello specifico, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulle nuove opportunità offerte dai piccoli impianti modulari, i cosiddetti Small Modular Reactor o SMR, che presentano livelli di sicurezza molto superiori alla grande maggioranza degli impianti attuali”.
Secondo il Ministro, “a differenza del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo elettrochimici, che vedono un dominio a livello industriale da parte della Cina, la tecnologia nucleare sarebbe sviluppata e resa disponibile da Paesi occidentali, Italia inclusa, per via delle grandi capacità industriali già esistenti nel nostro Paese“. Quindi “riteniamo indispensabile abilitare tutte le fonti di energia sostenibile disponibili, senza preclusioni ideologiche, soltanto sulla base della scienza e della tecnica“. Pichetto ha quindi sottolineato come “il nuovo nucleare è riconosciuto a livello europeo e mondiale come una fonte tra le più sicure e sostenibili, a partire dal suo inserimento nella Tassonomia europea; pertanto, il nostro intento è semplicemente quello di non escludere a priori questa fonte di approvvigionamento energetico stabile, sicura e decarbonizzata”.
Il Ministro sposta al 2039 l’apertura del deposito nazionale delle scorie nucleari. Nel frattempo, aggiunge, “l’idea che si sta valutando è quella di ammodernare le strutture esistenti, eventualmente ampliandole“.
“Con nucleare risparmio minimo di 17 miliardi nello scenario al 2050”
“Sulla base dell’ipotesi di scenario inserita nel Pniec, è stimato un risparmio minimo, nell’ipotesi più conservativa di sviluppo del nucleare, di 17 miliardi di euro rispetto al costo dello scenario senza nucleare da qui al 2050, con importanti ricadute economiche a livello nazionale, in termini di competenze, commesse, occupazione e, in definitiva, del Pil”, ha detto il Ministro Pichetto in aula alla Camera in risposta ad una interrogazione.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?