L’ipocrisia di chi finge di non vedere le navi che avvelenano lo Stretto: il dito è puntato sul Ponte, la grande opera più ecologica della storia

È tempo di smascherare il vero paradosso: chi sostiene di difendere l’ambiente si oppone all'unica soluzione in grado di ridurre davvero le emissioni nello Stretto di Messina

  • inquinamento nave stretto
    Foto di Ketty D'Atena
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Lo Stretto di Messina oggi ha regalato l’ennesima scena assurda: una mastodontica nave MSC solca le acque lasciandosi alle spalle una cappa di gas denso, avvolta dal proprio inquinamento come in una nuvola tossica. Eppure, mentre si alzano i fumi e le polveri, il Ponte sullo Stretto viene ancora dipinto come una minaccia ambientale. Ma la verità è un’altra e non ammette repliche: il Ponte è la grande opera più ecologica mai concepita in Italia e chi si oppone contribuisce soltanto a mantenere un sistema di trasporti obsoleto e devastante per l’ambiente.

I benefici del Ponte sullo Stretto

Parliamo di un’infrastruttura che rivoluzionerebbe i trasporti nel Sud Italia, eliminando in un colpo solo gran parte delle emissioni nocive che soffocano le città costiere di Villa San Giovanni, Messina e Tremestieri. La sua costruzione permetterebbe di trasferire su rotaia il traffico attualmente affidato a traghetti inquinanti e veicoli gommati, come già avviene nei Paesi europei più avanzati. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, il trasporto ferroviario produce una frazione delle emissioni rispetto ai traghetti e agli aerei: solo 14 grammi di CO₂ per km, contro i 285 dell’aereo e i 42 delle auto.

L’ipocrisia degli ambientalisti

Gli ambientalisti che puntano il dito contro il Ponte ignorano o fingono di non vedere questi numeri, rimanendo inchiodati a posizioni ideologiche prive di riscontro. Eppure i dati sono chiari. Uno studio degli ingegneri Giovanni Mollica e Nino Musca, commissionato dal Rotary Distretto 2110 Sicilia e Malta, mostra che il Ponte potrebbe ridurre il 94% delle emissioni di CO₂, il 99,9% degli ossidi di zolfo e abbattere drasticamente le polveri sottili. Significa 140.000 tonnellate di CO₂ in meno ogni anno: un risparmio ambientale che farebbe del Ponte non solo un’opera di collegamento, ma un’ancora verde per un Sud Italia soffocato dall’inquinamento.

È tempo di smascherare il vero paradosso: chi sostiene di difendere l’ambiente si oppone all’unica soluzione in grado di ridurre davvero le emissioni nello Stretto di Messina. La realtà è lampante, e non ammette discussioni.