Ritorno al passato a Caltanissetta, dove si andrà con i bidoni alla ‘fontana pubblica’ per rifornirsi di acqua. Per far fronte all’emergenza idrica, infatti, saranno collocati, in diversi punti della città, 12 silos con una capienza pari o superiore a 10mila litri. Si tratta di serbatoi d’acqua potabile che verranno riforniti dalla società di distribuzione Caltaqua. Ciascun cittadino potrà portarne via “al massimo 100 litri” non a famiglia ma “ad autovettura”, si legge nell’ordinanza emessa dal sindaco Walter Tesauro, che prevede una spesa di 43.900 euro per i silos.
“La collocazione dei serbatoi – si legge nell’ordinanza – avverrà per un periodo limitato di tempo, necessario a superare l’attuale situazione di emergenza”. Poi verranno rimossi.
Polemiche e ironia sui social
La decisione sta suscitando polemiche e ironia sui social. “Diciamolo chiaramente – scrive Leandro Janni, Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia – senza giri di parole: la soluzione dei ‘serbatoi e bidoni’ messa in campo dall’amministrazione comunale diretta dal sindaco Tesauro è vergognosa. Inaccettabile. Passeremo dal settembre nisseno all’ottobre-novembre subsahariano. Perché – si chiede Janni – è stata interrotta la ricerca dei pozzi d’acqua? Come verranno gestiti i 12 serbatoi, i 12 punti-acqua previsti in città nel pieno della crisi idrica?”.
Nuove proteste
Questa mattina, si è tenuto un nuovo sit-in organizzato dalle mamme del comitato “Vogliamo l’acqua” tornate a protestare davanti gli uffici di Caltaqua. Si chiedono tempi certi nella distribuzione della risorsa e il rispetto dei turni di distribuzione. Attualmente, l’acqua a Caltanissetta viene erogata ogni sei giorni.


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