In Libano è stato segnalato il primo caso di colera dall’inizio degli attacchi israeliani, sollevando preoccupazioni tra le autorità sanitarie. Il Ministero della Sanità Pubblica ha confermato la diagnosi in un cittadino di un villaggio nella regione di Akkar, ricoverato il 14 ottobre per diarrea acquosa e disidratazione. Dopo aver isolato il batterio Vibrio cholerae, il ministero ha avviato indagini per identificare contatti e altri potenziali casi, oltre a controllare la contaminazione dell’acqua nella zona.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito dell’alto rischio di epidemie tra gli sfollati e la popolazione, aggravato dagli attacchi aerei che hanno sfollato oltre 1,2 milioni di persone, creando condizioni precarie nei centri di accoglienza.
Nel 2023, il Libano aveva dichiarato conclusa un’epidemia di colera che si era verificata per la prima volta in 30 anni, causando 20 morti e migliaia di contagi, in un contesto di crisi economica e un sistema sanitario già gravemente compromesso. Il ministero prevede di attuare rapidamente il Piano nazionale contro il colera per contenere la situazione.


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