Questa mattina, ripartono con determinazione le ricerche per Giorgio Lanciotti, l’escursionista di 35 anni di Roseto degli Abruzzi, scomparso oltre un mese fa durante la sua salita alla Vetta Orientale del Gran Sasso. Sin dal giorno della sua scomparsa, squadre di soccorso, esperti e volontari hanno dedicato giorni intensi alle ricerche, senza mai perdere la speranza di poterlo riportare a casa.
Le tracce telefoniche: una nuova pista
I soccorsi si concentrano oggi su una pista potenzialmente utile: l’analisi delle tracce telefoniche. Le celle, attive nelle zone di Nerito, Tottea e Crognaleto, offrono una possibile area di interesse. I segnali rilevati sembrano indicare la direzione che Giorgio potrebbe aver seguito, permettendo di restringere il campo di ricerca. Con l’ausilio delle coordinate fornite dalle celle, le operazioni di soccorso si concentrano in particolare nei pressi del Calderone, una delle zone montuose più impervie del Gran Sasso, estendendosi fino al Vallone dei Ginepri e al Vallone glaciale delle Cornacchie.
I volontari: un sostegno vitale
Numerosi volontari, al fianco delle squadre di soccorso, si sono messi in movimento verso i Prati di Tivo per coprire i percorsi individuati dai soccorritori. Altri gruppi stanno ripercorrendo la possibile discesa di Giorgio dalla vetta, sperando di intercettare eventuali tracce o indizi che possano indicare il percorso seguito. Le condizioni meteorologiche, favorevoli e con buona visibilità, forniscono un’opportunità preziosa per aumentare l’efficacia delle ricerche e mantenere attivo ogni tentativo di ritrovamento.


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