Vongola gigante a rischio estinzione: -84% della popolazione nell’ultimo secolo

Senza le alghe, le vongole non riescono a nutrirsi e rischiano di morire di fame

La tridacna gigante, nota comunemente come vongola gigante, caratterizzata dalla sua conchiglia ondulata e spesso colorata, sta affrontando il rischio di estinzione. Secondo una recente valutazione effettuata da un biologo dell’Università del Colorado Boulder e dal suo team, la popolazione di questi molluschi ha subito un calo di oltre l’80% nel corso dell’ultimo secolo. Ruiqi Li, ricercatore post-dottorato presso il Museo di Storia Naturale dell’Università del Colorado, ha condotto la valutazione che ha portato l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) a rivedere lo stato di conservazione di questa specie, cambiando la classificazione da “vulnerabile” a “criticamente minacciato”. Questo rappresenta il livello più alto di rischio prima dell’estinzione in natura. Inoltre, sono stati aggiornati i status di altre 11 specie affini, tutte facenti parte del gruppo delle vongole giganti.

Le principali minacce a questi invertebrati marini sono la pesca eccessiva e i cambiamenti climatici, spiega Li. “Insieme alle barriere coralline, queste vongole forniscono importanti habitat per altre creature che vivono nelle barriere” e “sono anche importanti produttori di sostanze nutritive nelle acque oceaniche poco profonde, generalmente prive di cibo.” Se la vongola gigante dovesse estinguersi, le conseguenze ecologiche sugli oceani tropicali sarebbero significative.

L’annuncio dell’IUCN è stato fatto in concomitanza con la Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (COP16) del 2024, che si svolge in Colombia con la partecipazione di rappresentanti di 175 Paesi. In questa occasione, i Paesi stanno discutendo su come fermare la cosiddetta “sesta estinzione di massa”, un rapido declino della biodiversità causato dall’attività umana. Per mettere in prospettiva, la quinta estinzione di massa, avvenuta 66 milioni di anni fa, ha portato all’estinzione dei dinosauri. Il World Wildlife Fund ha stimato che la fauna marina mondiale è diminuita del 56% dal 1970.

La vongola gigante, scientificamente nota come Tridacna gigas, è la più nota tra le vongole giganti e detiene il titolo di più grande mollusco bivalve marino del pianeta. Può raggiungere una lunghezza di 137 centimetri e un peso di oltre 300 chili. Questi molluschi abitano le acque poco profonde dell’Oceano Indo-Pacifico tropicale, al largo delle coste di Malesia, Australia e Figi. Gli scienziati non hanno ancora compreso come T. gigas sia riuscita a crescere così enormemente. Analogamente ai coralli, queste enormi vongole vivono in simbiosi con alghe che si trovano all’interno del loro corpo. Mentre le T. gigas offrono riparo alle alghe, queste ultime producono nutrienti che contribuiscono a nutrire le vongole.

L’ultima valutazione della popolazione di T. gigas risale al 1996, quando la IUCN l’ha inserita nella sua Lista Rossa come “vulnerabile”, un riferimento globale per la valutazione del rischio di estinzione della fauna selvatica. Il team di ricerca ha scoperto che T. gigas si è già estinta localmente in molte aree in cui era presente, come nei pressi di Taiwan, e la popolazione complessiva ha subito un decremento dell’84% negli ultimi cento anni. In molte regioni del mondo, i pescatori catturano le vongole giganti sia per il consumo alimentare che per l’uso decorativo delle loro conchiglie. Tuttavia, anche i cambiamenti climatici rappresentano una seria minaccia per la specie. Quando le temperature dell’acqua oceanica si alzano eccessivamente, le vongole espellono le alghe simbioticche, un processo simile allo sbiancamento che colpisce i coralli. Senza le alghe, le vongole non riescono a nutrirsi e rischiano di morire di fame.