Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, in un post sui social, ricorda i 30 anni dall’alluvione che ha colpito il Piemonte. “Trent’anni fa facevo una scelta che avrebbe segnato la mia vita: mi iscrivevo a Geologia all’Università di Torino, iniziando un percorso che mi avrebbe portato a fare un lavoro molto appassionante. Proprio allora, tra il 5 e 6 novembre del 1994, il nostro territorio fu colpito dalla terribile alluvione che provocò gravissimi danni, causando oltre 70 vittime e più di duemila feriti“. “Vedere centinaia di comuni sott’acqua, vite e case spazzate via mi colpì molto – spiega – e, da giovane studente, mi fece riflettere sul valore del percorso che avevo scelto e su ciò che avevo deciso di approfondire”.
“Oggi, nei giorni in cui in Piemonte ricordiamo i 30 anni di quella tragedia e in cui il nostro territorio è martoriato con sempre maggior frequenza, ci rendiamo conto di quanto siamo indietro nella prevenzione del rischio idrogeologico e di quanto resti da fare, soprattutto in un momento di così grave ed evidente crisi climatica”. “I recenti avvenimenti nel nostro Paese e le strazianti immagini che arrivano proprio in questi giorni da Valencia – prosegue – ci mettono di fronte a compiti non più rimandabili: affrontare il cambiamento climatico in maniera organica, conoscere i nostri territori, pianificare e diffondere una consapevolezza fondamentale per costruire un domani davvero più sicuro”. “Tutto questo richiede investimenti importanti. Non sono più rimandabili”, conclude il sindaco Lo Russo.


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