Nel novembre del 1994, il Piemonte è stato teatro di un’alluvione devastante che ha colpito in modo particolare le province di Alessandria, Asti, Cuneo, Torino e Vercelli. La violenta ondata di maltempo, iniziata con forti piogge il 4 novembre, ha portato all’esondazione di numerosi fiumi, causando la morte di 69 persone, centinaia di feriti e ingenti danni a territori e infrastrutture.
La situazione è rapidamente degenerata, trasformando la pianura padana in una palude. Le precipitazioni hanno colpito in particolare le province meridionali del Piemonte, come dimostrano i dati pluviometrici registrati dalle stazioni automatiche. In alcune zone, come a Ponzone Bric Berton, si sono accumulati circa 200 millimetri di pioggia in sole 24 ore. Le precipitazioni si sono poi diffuse ad Alessandrino, Astigiano, Cuneese e Vercellese, con i bacini del Tanaro, della Bormida, del Belbo e del Po che hanno subito i danni maggiori.
Nella giornata di sabato 5 novembre si sono registrati 200-250 millimetri di pioggia in 24 ore. Le forti piogge hanno continuato a colpire la fascia prealpina tra la Val Pellice e la Valsesia, culminando in una serata drammatica culminata in un ulteriore incremento delle precipitazioni. L’acqua scorreva a valle, distruggendo tutto ciò che incontrava lungo il suo tragitto.
Il 6 novembre, la situazione iniziò a migliorare con un’attenuazione delle piogge, ma il danno era già enorme. Le immagini di strade e paesi sommersi dall’acqua rimarranno per sempre impresse nella memoria collettiva.


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