“È terribile, il paesaggio è desolante: ci sono 10mila auto ammassate nelle strade, fango ovunque. Abbiamo bisogno di macchine pesanti per sgomberare le vie. Da soli non possiamo farcela“: è l’appello lanciato dal sindaco di Aldaia, uno dei municipi della zona Sud di Valencia colpiti dall’alluvione. Molti quartieri restano isolati, senza luce e acqua potabile, nonostante l’ingente mobilitazione dell’esercito e dei mezzi di emergenza.
“Dei ponti che avevamo nel paese ne resta in piedi solo uno. Stiamo lavorando con gli abitanti e i corpi di sicurezza dello Stato per tentare di ristabilire a poco a poco una cosìddetta normalità e aiutare la gente a tornare a casa“, ha dichiarato Amparo Folgado, sindaco di Torrent a Tve. Molti quartieri restano con gli accessi bloccati da montagne di veicoli, detriti e suppellettili trascinate dalla marea di fango.
Da Chiva il sindaco Amparo Fort ha lanciato un appello urgente: “C’è bisogno di acqua e viveri per rifornire la popolazione perché qui non è ancora arrivata assistenza di nessun genere e non c’è copertura telefonica nel territorio comunale“, ha sottolineato Fort, che ha definito la situazione “di estrema gravità“.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez alle 10:30 farà una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa, dove presiede il comitato di crisi per la devastazione provocata dalla Dana che martedì si è abbattuta sul sud est della penisola. Del comitato di crisi fanno parte le tre vicepremier per le Finanze, Maria Jesus Montero, per il Lavoro, Yolanda Diaz, e per la Transizione ecologica, Teresa Ribera, assieme ai ministri della Presidenza, Felix Bolanos, per la Difesa, Margarita Robles, per i Trasporti, Oscar Puentes e i titolare della Politica territoriale, Angel Victor Torres, e della Scienza e Innovazione, Diana Morant.


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