BeiGene, Ltd, azienda oncologica globale che intende cambiare il suo nome in BeOne Medicines, ha annunciato oggi che la Commissione Europea ha approvato tislelizumab in combinazione con chemioterapia per il trattamento di prima linea del carcinoma a cellule squamose dell’esofago (ESCC) e dell’adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea (G/GEJ). “I pazienti con diagnosi di tumore gastrico ed esofageo avanzato presentano una sopravvivenza mediana che si misura in mesi, non in anni, evidenziando la necessità urgente di opzioni terapeutiche più efficaci – ha dichiarato il Dr. Filippo Pietrantonio, Responsabile dell’Unità di Oncologia Gastrointestinale presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. I dati ampiamente positivi degli studi RATIONALE-305 e -306 sottolineano e confermano il profilo clinico unico di tislelizumab e il suo potenziale di produrre miglioramenti significativi dei risultati dei pazienti eleggibili, offrendo una nuova speranza per migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita a chi ne ha grande necessità”.
Nell’ESCC, l’estensione di indicazione è per tislelizumab in combinazione con chemioterapia a base di platino per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con tumore localmente avanzato o metastatico non resecabile, con espressione di PD-L1 con un punteggio di positività dell’area tumorale (TAP) ≥ 5%. Nell’adenocarcinoma G/GEJ, l’estensione di indicazione è per tislelizumab in combinazione con chemioterapia a base di platino e fluoropirimidina per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con tumore localmente avanzato HER2-negativo non resecabile o metastatico con espressione di PD-L1 con un punteggio TAP ≥ 5%.
“Come pietra miliare del nostro portfolio di tumori solidi, tislelizumab è fondamentale per l’impegno di BeiGene di fornire trattamenti innovativi al maggior numero possibile di malati di cancro, con più di 1,3 milioni di pazienti già trattati con il farmaco a livello mondiale”, afferma Mark Lanasa, M.D., Ph.D., Chief Medical Officer, Solid Tumors, BeiGene. “In poco più di un anno, abbiamo ottenuto l’approvazione di sei indicazioni nell’Unione Europea e siamo impazienti di poter garantire ai pazienti europei un ampio e rapido accesso a tislelizumab”.
Nella prima linea dell’ESCC, l’estensione dell’indicazione si basa sui risultati dello studio RATIONALE-306 (NCT03783442) di BeiGene, uno studio globale di Fase 3 randomizzato, controllato, in doppio cieco per la valutazione dell’efficacia e della sicurezza di tislelizumab in combinazione con chemioterapia come trattamento di prima linea dei pazienti con ESCC localmente avanzato non resecabile, recidivato o metastatico.
I dettagli sullo studio
Lo studio ha arruolato 649 pazienti in centri in Europa, Nord America e Asia-Pacifico. Lo studio ha soddisfatto l’endpoint primario, raggiungendo un beneficio di OS statisticamente significativo e clinicamente rilevante di tislelizumab in combinazione con chemioterapia rispetto a placebo più chemioterapia nella popolazione intent-to-treat. La sopravvivenza globale (OS) mediana è stata di 17,2 mesi per tislelizumab in combinazione con la chemioterapia rispetto a 10,6 mesi con placebo più chemioterapia (HR: 0,66 [95% CI, 0,54-0,80, 1-sided p-value < 0,0001]) con una riduzione del rischio di morte del 34%. La sopravvivenza a tre anni nella popolazione con espressione di PD-L1 ≥ 5% è migliore a favore del braccio con tislelizumab (mediana 19,1 versus 10,0 mesi, rispettivamente; HR: 0,62 [95% CI, 0,49-0,79]), dimostrando una riduzione del rischio di morte del 38%.
La richiesta di estensione dell’indicazione in prima linea del tumore G/GEJ si basa sui risultati dello studio RATIONALE-305 (NCT03777657) di BeiGene, uno studio globale di Fase 3 randomizzato, in doppio cieco, controllato per la valutazione dell’efficacia e della sicurezza di tislelizumab in combinazione con chemioterapia come trattamento di prima linea di pazienti con tumore G/GEJ non resecabile avanzato o metastatico. Lo studio ha arruolato 997 pazienti nei centri in Europa, Nord America e Asia-Pacifico. Lo studio ha soddisfatto l’endpoint primario e ha dimostrato un beneficio di sopravvivenza globale (OS) statisticamente significativo e clinicamente rilevante con una sopravvivenza mediana di 15,0 mesi nei pazienti trattati con tislelizumab in combinazione con chemioterapia a scelta dell’investigatore rispetto a 12,9 mesi nei pazienti trattati con placebo più chemioterapia (n=997; HR: 0,80 [95% CI: 0,70, 0,92]; P=0,0011), riportando una riduzione del rischio di morte del 20%. Nella popolazione con PD-L1 ≥ 5%, la sopravvivenza mediana è stata di 16,4 mesi con tislelizumab più chemioterapia rispetto a 12,8 mesi per il braccio con placebo (HR: 0,71 [95% CI, 0,58-0,86]), che rappresenta una riduzione del rischio di morte del 29%.
I dati di sicurezza riportati includono più di 2.800 pazienti trattati con tislelizumab sia in monoterapia (1.534) che in combinazione con chemioterapia (1.319) al dosaggio approvato. Le reazioni avverse più comuni di Grado 3 o 4 (≥ 2%) con tislelizumab in combinazione con chemioterapia sono risultate neutropenia, trombocitopenia, anemia, fatigue, ipokalemia, iponatremia, polmonite, linfopenia, aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’aspartato aminotransferasi, diarrea ed epatite. Tislelizumab è inoltre approvato nell’Unione Europea per i pazienti con ESCC localmente avanzato o metastatico non resecabile dopo una precedente chemioterapia a base di platino e per tre indicazioni nel NSCLC nei setting di prima e seconda linea.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?