Un nuovo studio pubblicato sulla rivista eLife ha rivelato che la frequentazione di istituti accademici per un anno in più, passando da 15 a 16 anni di istruzione, non porta a cambiamenti nella struttura cerebrale né offre protezione contro l’invecchiamento del cervello. La ricerca, condotta dagli scienziati del Centro medico universitario Radboud, ha coinvolto un campione di circa 30mila persone per analizzare il legame tra livello di istruzione e il rischio di invecchiamento cerebrale.
Gli esperti sottolineano che, sebbene la letteratura scientifica attesti vari effetti positivi associati all’istruzione—come una migliore salute, un aumento del quoziente intellettivo e opportunità di lavoro più redditizie—le conseguenze specifiche sull’età cerebrale rimangono poco comprese.
Un importante cambiamento legislativo nel Regno Unito nel 1972 ha esteso l’obbligo scolastico da quindici a sedici anni, creando un’opportunità unica per uno studio basato su dati reali. Gli autori della ricerca hanno analizzato le informazioni di circa 30mila individui che hanno frequentato la scuola in quel periodo e che, dopo 46 anni, hanno eseguito esami di risonanza magnetica.
Durante l’analisi delle scansioni cerebrali, i ricercatori non hanno riscontrato differenze significative correlate al tempo trascorso a scuola. “Dato che non abbiamo avuto modo di analizzare le conseguenze immediate sul cervello – sostiene Rogier Kievit, a capo del team di ricerca – abbiamo ipotizzato che gli effetti benefici, se presenti, si siano affievoliti nel tempo. Forse l’istruzione aumenta temporaneamente le dimensioni del cervello, che poi, però, torna alla normalità. In modo simile allo sport, potrebbe essere necessario un allenamento costante per rendere gli effetti duraturi.”
Kievit conclude: “Il nostro lavoro mostra che è importante restare cauti nello stabilire un nesso di causalità quando in realtà si osserva una correlazione. In questo caso, istruzione e dimensioni cerebrali non sembrano legate da un rapporto di causalità, anche se sarà necessario condurre ulteriori approfondimenti.”


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