La Cina, il maggiore emettitore di gas serra al mondo, prevede che il consumo di carbone raggiunga il picco entro il 2025, grazie a iniziative per sviluppare energie più pulite. Secondo un rapporto del Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA) e della International Society for Energy Transition Studies (ISETS), il 52% degli esperti prevede che il consumo di carbone calerà dopo il picco. Xunpeng Shi, presidente dell’ISETS, ha sottolineato i progressi della Cina verso la neutralità carbonica, nonostante le sfide legate alla rapida crescita economica.
Nel 2024 i permessi per centrali a carbone sono diminuiti dell’83% e non sono stati approvati nuovi progetti siderurgici basati sul carbone. Inoltre, Pechino ha raggiunto gli obiettivi di energia eolica e solare con 6 anni di anticipo. Tuttavia, Lauri Myllyvirta, analista del CREA, avverte che la traiettoria delle emissioni cinesi rimane incerta, con possibili aumenti fino al 2030 e una successiva riduzione lenta.
Nonostante la produzione di energia elettrica da carbone sia prevista in aumento, il ritmo di crescita è il più basso da quasi un decennio. Per raggiungere gli obiettivi climatici, la Cina dovrà accelerare le rinnovabili o riorientare il modello economico verso una minore intensità energetica. Impegnata a piccare le emissioni entro il 2030 e a diventare neutrale entro il 2060, la Cina aggiornerà il suo piano d’azione climatica (NDC) in conformità con l’Accordo di Parigi entro febbraio 2025.


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