Negli ultimi 15 anni, il numero di migranti interni in Africa è triplicato a causa di conflitti, violenze e catastrofi naturali. Alla fine del 2023, il totale degli sfollati aveva raggiunto i 35 milioni, secondo un rapporto pubblicato oggi dall’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC). Il documento evidenzia come lo ciò comprometta i mezzi di sussistenza, l’identità culturale e i legami sociali delle comunità colpite, aumentando la loro vulnerabilità.
Il rapporto attribuisce a conflitti e violenze interne lo spostamento di 32,5 milioni di persone, con l’80% dei casi concentrato in cinque Paesi: Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Nigeria, Somalia e Sudan. Parallelamente, il numero di sfollati causati da disastri naturali, in particolare inondazioni, è in forte crescita, segno tangibile dell’impatto sempre più evidente del cambiamento climatico.
Tra il 2009 e il 2023, le persone costrette a lasciare le proprie case a causa di calamità naturali sono aumentate di 6 volte, passando da 1,1 milioni a 6,3 milioni all’anno. Le inondazioni hanno rappresentato oltre tre quarti di questi spostamenti, mentre la siccità è stata responsabile di un ulteriore 11%, sottolinea l’IDMC nel suo studio.


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