L’Argentina ha ritirato la propria delegazione dalla COP29 sui cambiamenti climatici a Baku, come confermato dal Ministero dell’Ambiente. La decisione rientra nella politica di austerità avviata dal presidente Javier Milei, che ha portato a tagli significativi nel settore pubblico, inclusi la riduzione dei ministeri, il blocco delle opere pubbliche e la riduzione di oltre 32.000 posti di lavoro. Da anni l’Argentina è una voce importante per il cambiamento climatico in America Latina, ma la delegazione presente alla COP29 era già ridotta, con il solo obiettivo di seguire corsi di formazione tecnica.
I Paesi membri dell’UNFCCC, tra cui l’Argentina, sono tenuti a fornire periodicamente rapporti sui propri progressi nel contrastare il cambiamento climatico. Tra i prossimi obblighi argentini c’è la presentazione di un rapporto di trasparenza biennale entro fine anno e la revisione del proprio Contributo Nazionale Determinato (NDC) per l’Accordo di Parigi, prevista per febbraio 2025. Questo ritiro potrebbe sollevare interrogativi sull’impegno dell’Argentina nei futuri forum climatici internazionali e sugli impegni di sostenibilità a livello globale.


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