“La lotta alla desertificazione e al degrado del suolo è diventata una delle sfide globali più urgenti per il futuro del nostro pianeta. Con oltre il 40% delle terre emerse già degradate, il futuro della sicurezza alimentare, della sostenibilità ambientale e della stabilità sociale è sempre più minacciato”. La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) sta guidando gli sforzi internazionali per invertire questa tendenza attraverso il restauro delle terre agricole degradate. Secondo la FAO, circa 1.660 milioni di ettari di terreno sono degradati a causa delle attività umane. “Più del 60% di questa degradazione avviene nelle terre agricole, comprese le terre coltivate ed i pascoli, mettendo sotto pressione senza precedenti i sistemi agroalimentari. La degradazione del suolo minaccia non solo la sicurezza alimentare globale, ma anche la sostenibilità ambientale e la stabilità sociale.
La COP16 sulla desertificazione, che si sta svolgendo a Riyadh, in Arabia Saudita, è un’importante opportunità per rafforzare gli impegni internazionali e promuovere politiche per il restauro delle terre agricole. La FAO sta svolgendo un ruolo centrale in questo incontro, facendo appello a un’azione globale per affrontare la degradazione del suolo”.
Elwaer ha sottolineato l’importanza di soluzioni integrate: “il restauro delle terre agricole degradate è fondamentale per garantire il futuro delle risorse alimentari, dei mangimi, delle fibre e dei biocarburanti. Non solo supporta una produzione sostenibile, ma contribuisce anche alla biodiversità, alla cattura del carbonio, alla ritenzione idrica”.
Il ruolo della FAO
Nel corso dei negoziati, la FAO sta promuovendo un approccio integrato alla gestione del suolo, della terra e delle risorse idriche. Secondo l’Organizzazione, per affrontare la crescente domanda alimentare globale, è necessario un sistema agroalimentare che sia tanto resiliente quanto inclusivo. La FAO propone di integrare il restauro delle terre agricole nei piani nazionali e nei trattati internazionali per fermare e invertire la degradazione del suolo.
La FAO ha evidenziato la necessità di politiche innovative, di soluzioni tecnologiche e di investimenti in grado di raggiungere i piccoli agricoltori, che sono i più vulnerabili alla degradazione del suolo. “Con oltre 3,83 miliardi di persone che dipendono direttamente dai sistemi agroalimentari per la loro sussistenza, un cambiamento radicale e globale è essenziale”.
Gli eventi e le iniziative della FAO alla COP16
Nel corso della COP16, la FAO sta organizzando e partecipando a numerosi eventi che riguardano il restauro delle terre agricole, la sicurezza della proprietà terriera, la resilienza alla siccità, e la gestione delle tempeste di sabbia e polvere. Uno degli appuntamenti più significativi sarà l’Agrifood Systems Day, che si terrà il 5 dicembre con riferimento alla gestione sostenibile del suolo.
Tra gli eventi di alto livello, spicca il lancio di un quadro d’investimento che mira a ottimizzare il finanziamento dei progetti di restauro delle terre in tutta la regione NENA (Vicino Oriente e Nord Africa). Questo sforzo si inserisce nel contesto del Decennio delle Nazioni Unite per il Restauro degli Ecosistemi, con l’obiettivo di ripristinare un miliardo di ettari di terra entro il 2030. Inoltre, la FAO, insieme all’IFAD e all’UNCCD, promuoverà il lancio di un programma globale, finanziato dal Global Environment Facility (GEF), che mira a supportare i sistemi agroalimentari sostenibili e resilienti in 32 paesi.
“Il restauro delle terre agricole degradate richiede una leadership politica urgente, investimenti massicci e azioni concertate a livello globale. Senza questi sforzi, sarà impossibile raggiungere gli obiettivi internazionali di neutralità della degradazione del suolo (LDN) e la scomparsa della fame (SDG 2)”.
La FAO ribadisce che, per garantire un futuro sostenibile per tutti “è fondamentale non solo ripristinare la produttività alle terre agricole, ma anche aumentare la biodiversità e contribuire all’adattamento ai cambiamenti climatici. Con l’impegno globale di ripristinare un miliardo di ettari di terra entro il 2030, la FAO sottolinea l’importanza di soluzioni integrate per evitare, ridurre e invertire il degrado delle terre agricole, promuovendo al contempo un sistema agroalimentare più inclusivo e resiliente”.



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