Focolaio di influenza aviaria in Friuli: istituita zona di sorveglianza nell’Isontino

La situazione è monitorata attentamente dalle autorità, con l’obiettivo di contenere l’epidemia

Un nuovo focolaio di influenza aviaria da virus ad alta patogenicità ha colpito il Friuli Venezia Giulia, portando all’istituzione di misure straordinarie di contenimento. “Nelle ultime settimane si sono verificati numerosi casi di influenza aviaria da virus ad alta patogenicità, sia negli uccelli selvatici che in un allevamento di galline nel Comune di Fiumicello Villa Vicentina (Udine). Quest’ultimo caso ha reso necessario istituire una zona di sorveglianza nel raggio di 10 chilometri dall’allevamento infetto, che comprende il territorio dei comuni di San Canzian d’Isonzo, Turriaco, San Pier d’Isonzo e parte dei Comuni di Ronchi dei Legionari, Monfalcone, Staranzano, Grado e Fogliano Redipuglia (Gorizia)“, spiega una nota diffusa dall’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi).

In questa area, si legge, “in generale, in tutta la zona a Sud dell’autostrada è vietato tenere il pollame (galline, polli, tacchini, faraone, fagiani, struzzi e in generale tutti gli uccelli detenuti) all’aperto, per evitare il rischio di contagio“.

L’influenza aviaria rappresenta una minaccia significativa per il settore avicolo. “Il virus dell’influenza aviaria, anche se raramente trasmesso direttamente dai volatili all’uomo, causa gravi epidemie negli allevamenti di pollame, con danni ingenti al settore avicolo“, sottolinea Asugi.

Oltre alle restrizioni già in vigore, l’Azienda sanitaria raccomanda alla popolazione di adottare ulteriori precauzioni per limitare la diffusione del virus. Si chiede, infatti, “di non raccogliere o toccare uccelli selvatici vivi o morti, di mantenere quanto più possibile al chiuso il pollame, anche se si tratta di pochi esemplari per uso familiare o ornamentale, e di avvisare il Servizio Veterinario dell’Asugi nel caso di mortalità anomale o sintomatologie respiratorie o di altro genere che si presentino all’improvviso nell’allevamento“.

L’Asugi ricorda inoltre che “la detenzione di pollame, anche se si tratta di pochi capi, deve essere denunciata al Servizio Veterinario di Sanità pubblica veterinaria competente per territorio“. La situazione è monitorata attentamente dalle autorità, con l’obiettivo di contenere l’epidemia e proteggere sia la salute pubblica sia l’economia avicola regionale.