Indici SPI in ripresa, ma la siccità rimane una sfida per la Sicilia

Gli indici SPI (Standardized Precipitation Index) a breve termine mostrano segnali di ripresa, soprattutto nel settore ionico, ma i progressi risultano meno significativi su periodi più lunghi, dove la situazione rimane critica in molte aree dell’isola

La Sicilia continua a fare i conti con un quadro di siccità persistente, nonostante le piogge registrate nel mese di ottobre abbiano portato a qualche miglioramento temporaneo. Gli indici SPI (Standardized Precipitation Index) a breve termine mostrano segnali di ripresa, soprattutto nel settore ionico, ma i progressi risultano meno significativi su periodi più lunghi, dove la situazione rimane critica in molte aree dell’isola.

Le precipitazioni di ottobre hanno generato un apparente miglioramento negli indici a breve termine, suggerendo un superamento delle condizioni più critiche per la siccità agricola. Tuttavia, i deficit pluviometrici accumulati negli anni continuano a gravare pesantemente sulle riserve idriche dei suoli, degli invasi e delle falde, rendendo insufficienti i benefici delle recenti piogge. A complicare ulteriormente il quadro interviene l’aumento delle temperature, che intensifica i livelli di evaporazione ed evapotraspirazione, riducendo la quantità effettiva di acqua disponibile per la ricostituzione delle risorse idriche.

Precipitazioni Sicilia in 12 mesi

Analizzando i dati in dettaglio, l’indice SPI a 3 mesi evidenzia una situazione di relativa stabilità, con il superamento della siccità moderata sul settore ionico. Anche l’indice a 6 mesi mostra segnali positivi, soprattutto nelle aree etnee e nel Siracusano, dove si registrano i recuperi più significativi. Tuttavia, persistono sacche di siccità moderata, in particolare nella Piana di Catania.

Su scale temporali più lunghe, l’indice SPI a 12 mesi segnala ancora vaste aree in condizioni di siccità moderata e severa, con valori compresi rispettivamente tra -1 e -1,5 e tra -1,5 e -2, specialmente sul versante ionico e nelle aree interne centro-settentrionali. Permane inoltre una piccola area in stato di siccità estrema sul versante settentrionale dell’Etna. L’indice SPI a 24 mesi registra un miglioramento più significativo nel settore ionico, dove lo stato di siccità estrema è stato superato, anche se persistono ampie zone colpite da siccità moderata e severa.

Infine, l’indice SPI a 48 mesi continua a rappresentare un quadro complesso e influenzato da eventi pluviometrici lontani nel tempo. Tra le variazioni più rilevanti si segnala il superamento della siccità estrema nel Ragusano, dove la situazione mostra segni di ripresa.

Nonostante i lievi miglioramenti osservati in alcune zone, il bilancio complessivo rimane allarmante. È evidente che il semplice monitoraggio dei deficit pluviometrici non basta per caratterizzare adeguatamente la siccità. Occorre considerare l’impatto delle temperature e il loro effetto sul ciclo idrologico, oggi più che mai alterato dai cambiamenti climatici. La situazione richiede un’attenzione costante e interventi mirati per affrontare una sfida che continua a mettere alla prova il territorio siciliano.