Insegnante morta dopo il vaccino anti-Covid: chiesto il processo per il medico

La vicenda pone ancora una volta al centro dell’attenzione le conseguenze delle campagne vaccinali durante la pandemia

La procura di Palermo ha richiesto il rinvio a giudizio per il medico Vincenzo Fazio, attualmente in pensione, accusato di omicidio colposo. L’accusa riguarda la somministrazione del vaccino AstraZeneca contro il Covid a Cinzia Pennino, insegnante 46enne del Don Bosco, deceduta il 28 marzo 2021, a 17 giorni di distanza dalla prima dose.

In base alla ricostruzione dei fatti, l’insegnante si era inizialmente recata presso un hub vaccinale, ma il vaccino non le era stato somministrato in quell’occasione a causa della sua condizione di obesità, seguendo le direttive dell’Istituto Superiore di Sanità. Tuttavia, dopo alcuni giorni, fu il medico Vincenzo Fazio a procedere con la somministrazione. La morte di Pennino, stando agli accertamenti, fu causata da una trombosi.

I familiari della vittima, rappresentati dall’avvocato Luigi Miceli, si sono costituiti parte civile nel processo. La prossima udienza, fissata per il 12 dicembre, vedrà la difesa esporre la propria linea, rappresentata dall’avvocato Dario Gallo. Successivamente, il giudice per l’udienza preliminare, Andrea Innocenti, dovrà prendere una decisione in merito al rinvio a giudizio.

La vicenda pone ancora una volta al centro dell’attenzione le conseguenze delle campagne vaccinali durante la pandemia, e il caso continua a sollevare interrogativi sulla gestione delle somministrazioni.