L’Oms mantiene il massimo livello di allerta per il vaiolo delle scimmie: continua la diffusione globale

Il nome Mpox è ora preferito per descrivere il virus, che resta una minaccia globale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha deciso di mantenere il massimo livello di allerta sanitaria per l’epidemia di Mpox, conosciuto anche come vaiolo delle scimmie. La decisione, annunciata oggi, si basa sul costante aumento dei casi e sulla crescente diffusione geografica del virus, che ha ormai raggiunto un numero sempre maggiore di Paesi.

La decisione è stata presa in considerazione del numero crescente di casi e della loro continua diffusione geografica, delle sfide operative sul campo e della necessità di stabilire e mantenere una risposta coerente tra i Paesi e i partner”, ha dichiarato l’Oms attraverso un comunicato ufficiale.

Il Direttore generale dell’Oms, seguendo il parere del Comitato di emergenza del Regolamento sanitario internazionale, ha confermato che “la ricomparsa dell’Mpox continua a costituire un’emergenza di salute pubblica di interesse internazionale”. Questo livello di allerta, il più alto previsto dall’organizzazione, era stato già dichiarato il 14 agosto 2024.

Attualmente, la Repubblica Democratica del Congo (RDC) risulta essere il Paese più colpito, seguita dal Burundi e dalla Nigeria. Il virus, identificato per la prima volta nel 1970 nella RDC, è noto per causare lesioni cutanee come pustole, febbre alta e dolori muscolari. Storicamente confinata in una decina di Paesi africani, la malattia ha iniziato a diffondersi nel resto del mondo a partire dal 2022, raggiungendo anche Paesi sviluppati dove non era mai stata rilevata prima.

Ad oggi, si registrano due epidemie concomitanti: una legata al clade 1 in Africa centrale, che colpisce principalmente i bambini, e un’altra attribuita alla nuova variante, il clade 1b, che interessa gli adulti in alcune aree orientali della RDC e nei Paesi vicini.

Le autorità sanitarie hanno progressivamente abbandonato l’uso del termine “vaiolo delle scimmie” per indicare la malattia, con l’intento di evitare connotazioni razziste. Il nome Mpox è ora preferito per descrivere il virus, che resta una minaccia globale.

L’Oms ha sottolineato l’importanza di un approccio coordinato a livello internazionale per affrontare le sfide operative legate all’epidemia. La cooperazione tra Stati e partner rimane essenziale per contenere la diffusione del virus e proteggere le popolazioni vulnerabili.