L’onda più alta della storia: 520 metri di pura devastazione in Alaska

Con un’altezza vertiginosa di 520 metri, equivalente a quasi il doppio dell’Empire State Building, questa immensa massa d’acqua devastò la baia, lasciando un segno indelebile nella storia degli eventi naturali estremi

Il 9 luglio 1958, la Baia di Lituya, in Alaska, fu teatro di un evento straordinario e spaventoso: l’onda anomala più alta mai registrata al mondo. Con un’altezza vertiginosa di 520 metri, equivalente a quasi il doppio dell’Empire State Building, questa immensa massa d’acqua devastò la baia, lasciando un segno indelebile nella storia degli eventi naturali estremi.

La Baia di Lituya è un fiordo situato nella parte meridionale dell’Alaska, lungo circa 14,5 chilometri e largo 3,2. La sua caratteristica forma a “T” ospita sul braccio sinistro il ghiacciaio di Lituya, un elemento chiave nel verificarsi dell’evento. Tutto ebbe inizio con un terremoto di magnitudo 7.8, che provocò una frana di vaste proporzioni. Inizialmente, si ritenne che questa frana fosse l’unica causa dell’onda, ma analisi più approfondite rivelarono che la quantità d’acqua spostata non era sufficiente a giustificare un fenomeno di tale portata.

Tsunami Alaska

Le indagini più dettagliate furono condotte dal geofisico Steven Ward, che sviluppò un modello per analizzare il rapporto tra le frane e la massa d’acqua presente nella baia. Grazie a formule precise e alle testimonianze dei sopravvissuti, fu possibile ricostruire il processo che portò alla formazione dell’enorme onda. Le testimonianze descrivevano come l’onda, inizialmente altissima, si ridusse rapidamente, scendendo a circa 30 metri nei pressi dell’isola di Cenotaph, l’unico isolotto della baia.

Un elemento cruciale emerse quando vennero confrontate le mappe batimetriche del 1942 con quelle del 1962: risultarono evidenti cambiamenti significativi nel fondale marino. Questo portò gli studiosi a una nuova ipotesi: la frana iniziale, staccatasi dalla montagna, aveva colpito il ghiacciaio di Lituya, causandone il distacco. La rimozione del ghiacciaio ridusse la pressione sulla roccia sottostante, che collassò a sua volta generando una seconda frana, questa volta sottomarina.

Questa seconda frana, avvenuta appena due minuti dopo la prima, non generò una nuova onda ma aggiunse la propria energia distruttiva a quella già in corso. La somma delle forze delle due frane fu quindi responsabile della formazione dell’onda più alta mai documentata.

L’evento del 1958 nella Baia di Lituya rimane un esempio unico della potenza distruttiva della natura e delle complesse interazioni geologiche e climatiche che possono generare fenomeni estremi. Ancora oggi, questo episodio rappresenta un caso di studio fondamentale per comprendere meglio i meccanismi che regolano i disastri naturali di grande portata.