La presentazione del libro Diritto ambientale alla Camera dei Deputati ha offerto l’occasione per discutere temi cruciali come l’educazione ambientale e la prevenzione dei disastri naturali. L’evento ha visto la partecipazione dei professori Giovanni Cordini, Paolo Fois e Sergio Marchisio, con gli interventi della viceministra Vannia Gava e dei capigruppo della commissione ambiente della Camera e del Senato, Giampiero Zinzi e Manfredi Potenti.
Al centro del dibattito, come sottolineato dal presidente nazionale di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, la necessità di affrontare i cambiamenti climatici con un approccio pragmatico e preventivo. “Il maltempo e i disastri ambientali a cui quotidianamente assistiamo – ha affermato Pepe – possiamo fronteggiarli solo con un adattamento al cambiamento climatico e con una grande prevenzione.” Pepe ha poi precisato che i disastri naturali sono frutto di una gestione inefficace del territorio e di una mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria. “I disastri – ha continuato – sono infatti frutto di una cattiva gestione del territorio, di una mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio e se l’ambiente è un valore questo valore deve essere declinato in termini non ideologici e fondamentalisti. La cura è frutto di conoscenza e di educazione.”
La discussione ha toccato anche il tema della transizione energetica, con un focus sul ruolo delle fonti rinnovabili e del nucleare. Pepe ha affermato che “per una giusta transizione energetica serve il mix energetico. Nel mix energetico ci devono essere tante rinnovabili e anche il nucleare.” Ha poi aggiunto che l’Italia dovrebbe superare le divisioni ideologiche in tema energetico, dichiarando: “L’Italia deve essere in prima fila superando il fondamentalismo ideologico. Noi non dobbiamo essere né catastrofisti né negazionisti, dobbiamo essere realisti e il nucleare è il rischio minore.”
Infine, il presidente di FareAmbiente ha osservato che i grandi attori dell’energia in Italia, come Leonardo, Ansaldo ed Enel, stanno puntando sul nucleare, ma ha messo in guardia sul fatto che “si potrà realizzare solo se c’è cultura ed educazione all’energia non ideologica.” Concludendo, Pepe ha espresso il timore che, nonostante gli sforzi, questa iniziativa non porti ai risultati attesi. “Non mi sembra che stia andando in questo senso. Bene fanno a lavorarci ma deve essere fatto con molta cultura d’ambiente. Non vorrei che sia l’ennesimo buco nell’acqua.”


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?