Quelle della COP29 a Baku “sono state trattative difficili, chiuse sabato notte su domenica, con un accordo per 300 miliardi di dollari l’anno, quindi triplicando i fondi“. Il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto lo ha sottolineato nel suo intervento a Italia Direzione Nord a Milano, affermando di ritenere l’accorso raggiunto in Azerbaigian “un passo avanti rilevante”. “Alla Presidente del Consiglio – ha aggiunto – ho detto che poteva essere una soluzione buona, perché noi siamo un Paese che ha nel proprio programma il Piano Mattei che significa una serie di azioni per i Paesi in via di sviluppo, in particolare Nord Africa, quindi del tutto compatibile”.
Sulla COP29, Pichetto racconta che è stato “un momento molto difficile perché il tema era la finanza, con i vari gruppi che si sono un po’ contrapposti. Il primo gruppo di Paesi in via di sviluppo che sostenevano ci volevano più dei 100 miliardi l’anno disposti fino 2025, i 29 Paesi contributori che dicono non sia più logico considerare loro i soli contributori come disposto dall’accordo di Rio 1992, dove tra in Paesi in via di sviluppo ci sono gli Arabia Saudita e la Cina. Infine, i Paesi che produttori di fossili che hanno detto di aver discusso a fondo dell’argomento fossili, tra cui Arabia Saudita e molti altri Paesi del Golfo, noi di mitigazione e riduzione dei fossili ne abbiamo parlato, lo abbiamo messo su un documento e adesso non ne vogliamo più sapere”.
Pichetto: “regolamentare il nucleare per chi governerà in futuro”
“Presento un disegno di legge per definire il quadro giuridico del futuro e creare le condizioni perché in Italia si possa produrre con energia nucleare, sia essa da fissione che da fusione. Il piano sarà da consegnare a chi potrà produrre, pubblico e o privato che sia. Credo sia dovere del Governo creare le condizioni per chi governerà tra cinque, sette o dieci anni e per non dire che non si può fare perché manca l’ente certificatore”, ha detto ancora Pichetto, parlando dell’atteso disegno di legge sul nucleare, durante il suo intervento a Italia Direzione Nord. “Il dibattito lo lasciamo sul piano ideologico e scientifico, dove ci sarà anche chi è pro-fissione di ultima generazione e chi ritiene che sia da prendere in considerazione solo la fusione, sarà in quel momento che ci sarà il dibattito”.
Autonomia regionale
Parlando di autonomia regionale, per quanto riguarda la decarbonizzazione, su cui sono tutti apparentemente d’accordo, il Ministro per l’Ambiente ha detto che “si potrebbe parlare di venti realtà con criticità diverse e in questo caso non è una competizione positiva per il Paese. L’autonomia deve avere delle regole, ecco perché le discussioni dei così detti livelli essenziali, che dovrebbero stabilire un freno alle eccessive divaricazioni, non si può sul fronte delle aree idonee mettere tutto e dove non ci sono mettere niente”. Pichetto ha poi aggiunto che “non si può dire ‘l’energia è sufficiente alla mia Regione’, visto che l’Italia ha vissuto con l’idroelettrico per anni che arrivava dalla fascia prealpina, perché allora tutto il resto del Paese avrebbe dovuto rimanere senza energia elettrica. Autonomia significa competizione guardando avanti e non indietro”.
Fratin ha chiuso il suo intervento parlando della maggioranza, nella quale “il confronto è quotidiano, in ambito di governo si tratta di sedersi e trovare un punto di incontro”.


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