Le persone affette da schizofrenia presentano un’attività cerebrale distintiva quando si confrontano con informazioni contrastanti. Questo è il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Cell Reports Medicine, condotto da ricercatori della Tufts University School of Medicine e della Vanderbilt University School of Medicine. Sotto la direzione di Michael Halassa e Neil Woodward, il team ha analizzato l’attività delle cellule in diverse aree del cervello coinvolte in processi funzionali specifici.
Da anni, gli esperti hanno suggerito che alcuni sintomi della schizofrenia, come il salto a conclusioni affrettate e le difficoltà nel gestire nuove informazioni, possano derivare da una comunicazione inefficace tra la corteccia e il talamo cerebrale. In questa ricerca, gli scienziati hanno dimostrato che le persone con schizofrenia mostrano schemi neurali distinti quando sono chiamate a prendere decisioni basate su dati contrastanti.
Questo studio rappresenta uno dei primi test biologici per valutare la propensione di un individuo verso un pensiero inflessibile. Monitorando le variazioni in questi schemi, si offre anche una nuova metodologia per determinare l’efficacia dei trattamenti. “Come esseri umani – afferma Woodward – prendiamo generalmente decisioni di natura gerarchica, per cui spesso dobbiamo tenere conto della disinformazione a diversi livelli. In caso di schizofrenia, questi schemi vengono interrotti“.


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