Scoperte due nuove specie di piante: una dedicata ad Antonino Zichichi

Le scoperte, oltre a rappresentare un passo avanti per la botanica, evidenziano l'importanza di tutelare le aree naturali siciliane, spesso messe a rischio dall’impatto umano

Due nuove specie di piante, sconosciute alla scienza, sono state scoperte nel Trapanese, in Sicilia. Una di queste è stata dedicata al celebre fisico Antonino Zichichi, fondatore del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana. La scoperta è stata recentemente pubblicata nella rivista scientifica Flora Mediterranea, edita dalla Fondazione Internazionale pro Herbario Mediterraneo a Palermo.

Il 18 novembre scorso, lo studio ha portato alla luce la ricchezza e la diversità biologica del genere Crataegus in Sicilia, descrivendo due nuove specie endemiche della Sicilia occidentale, in particolare dell’area dell’agro ericino. Queste piante, fino ad ora confuse con altre specie dello stesso genere, sono state finalmente identificate e catalogate grazie al lavoro di un team di botanici guidato dal professor Francesco Maria Raimondo, già direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Palermo e progettista del restauro del Giardino del Balio di Erice.

L’equipe è composta dai professori Giuseppe Venturella e Vivienne Spadaro dell’Università di Palermo, insieme ai ricercatori esterni Pasquale Marino e Leonardo Scuderi“, ha spiegato Raimondo.

Dopo anni di osservazioni in campo delle popolazioni naturali e analisi dei reperti in erbario e in laboratorio – afferma Raimondo – siamo pervenuti alla descrizione di Crataegus zichichii, specie nuova largamente diffusa attorno a Monte San Giuliano (Erice), dedicata non a caso all’illustre fisico trapanese, prof. Antonino Zichichi, nonché di Crataegus drepanensis, specie molto rara e minacciata a causa dell’intensa antropizzazione della piana costiera di San Vito Lo Capo, dove la nuova specie è esclusivamente localizzata, di recente interessata da un incendio devastante“.

Le scoperte, oltre a rappresentare un passo avanti per la botanica, evidenziano l’importanza di tutelare le aree naturali siciliane, spesso messe a rischio dall’impatto umano.