Uno studio pubblicato su Science Advances esplora un nuovo approccio per contrastare la resistenza agli antibiotici, sfruttando il “costo energetico” che questa comporta per i batteri. Guidati da Gurol Suel, ricercatori di diverse università hanno analizzato il Bacillus subtilis, dimostrando che, sebbene la resistenza offra un vantaggio evolutivo, comporta una limitazione fisiologica significativa.
I batteri resistenti richiedono più energia per sopravvivere, in parte a causa della competizione tra ribosomi mutanti e ATP per gli ioni di magnesio, fondamentali per la stabilità cellulare. Studiando una variante del ribosoma, L22, i ricercatori hanno osservato che questa competizione penalizza la crescita, indicando che la gestione del magnesio è più cruciale per la proliferazione batterica rispetto alla resistenza stessa.
Questa vulnerabilità potrebbe essere sfruttata per sviluppare strategie non farmacologiche contro i batteri resistenti, riducendo la dipendenza dagli antibiotici. Il team sta lavorando a un dispositivo bioelettronico basato sull’attività elettrica naturale di batteri cutanei, come lo Staphylococcus epidermidis, per mitigare le infezioni nosocomiali.
Secondo Suel, affrontare la resistenza senza ricorrere a sostanze tossiche rappresenta una strada promettente per superare le sfide poste dall’abuso di antibiotici, che ha favorito la diffusione della farmaco-resistenza.


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