58 anni fa, una devastante ondata d’acqua si abbatteva su Firenze, come ha ricordato Erasmo D’Angelis: “Una impressionante massa d’acqua travolgeva a 70 km orari oltre 3.000 ettari della città di Firenze, l’area più estesa mai colpita dalle alluvioni storiche dell’Arno, rovesciando tonnellate di fango, melma e detriti, sfondando porte di abitazioni, chiese, musei.”
L’alluvione del 4 novembre 1966 in Toscana non ha solo segnato la storia della città e la vita di molti fiorentini, ma ha anche inciso profondamente sulla coscienza collettiva nazionale. Questo evento catastrofico ha portato alla nascita di importanti associazioni di volontariato e ha gettato le basi per l’istituzione del sistema di Protezione Civile, fondamentale per la gestione dei soccorsi in caso di calamità.
Nel corso di questa commemorazione, è stato annunciato un nuovo progetto: “Oggi annunciamo che realizzeremo l’Archivio internazionale degli Angeli del Fango con sede a Firenze“, ha dichiarato il presidente Giani, evidenziando così l’importanza di mantenere viva la memoria e l’impegno per la difesa del territorio.


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