Il 15 dicembre 1964, alle 20:24 UTC, un razzo Scout lanciato dalla base americana di Wallops Island portò in orbita il satellite San Marco 1, un evento che segnò l’ingresso dell’Italia nell’esplorazione spaziale. Questo successo fece dell’Italia il 3° Paese, dopo Stati Uniti e Unione Sovietica, a costruire, lanciare, mettere in orbita e controllare un satellite con proprio personale. Inoltre, San Marco 1 fu il primo satellite costruito da un Paese europeo interamente con risorse nazionali.
Con un peso di 115,2 kg, San Marco 1 rimase in orbita terrestre per 271 giorni, percorrendo un’orbita ellittica con un apogeo di 850 km e un perigeo di 200 km. Il principale strumento scientifico a bordo era la “bilancia Broglio”, un’innovativa bilancia inerziale progettata da Luigi Broglio, considerato il padre della space science italiana. Questo strumento permetteva di misurare la densità atmosferica a grandi altitudini, tra i 200 e 400 km, un tema cruciale per la ricerca spaziale.
A bordo c’era anche un esperimento sulla ionosfera condotto da Nello Carrara. Il satellite rientrò nell’atmosfera il 14 settembre 1965, chiudendo un capitolo fondamentale nella storia spaziale italiana.



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