Quarant’anni fa, il 15 dicembre 1984, dal cosmodromo di Baikonur venne lanciato il razzo “Proton-K” con a bordo la stazione automatica interplanetaria “Vega-1”. Solo 6 giorni dopo, un secondo razzo simile portò in orbita la sua gemella, “Vega-2”. Questi veicoli spaziali segnarono una pietra miliare nell’esplorazione del Sistema Solare, conducendo studi approfonditi su Venere e sulla cometa di Halley.
Le due sonde, identiche per progettazione e strumentazione scientifica, erano composte da due sezioni: un modulo per il sorvolo e uno per l’atterraggio. Durante il viaggio, le “Vega” hanno raccolto dati sullo spazio interplanetario, mentre una novità assoluta fu introdotta sul modulo di discesa: un pallone sonda aerostatico per l’osservazione prolungata degli strati nuvolosi di Venere.
Dopo aver completato con successo le analisi sull’atmosfera venusiana, entrambe le sonde si diressero verso la cometa di Halley, avvicinandosi al suo nucleo nel marzo del 1986. Questo progetto non solo rappresentò un trionfo della scienza sovietica, ma fu anche un esempio di cooperazione internazionale, coinvolgendo esperti di tutto il mondo.
Roscosmos ha pubblicato documenti declassificati in occasione dell’anniversario del lancio delle stazioni interplanetarie automatiche Vega.





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