35° anniversario di Granat, l’ultimo osservatorio spaziale sovietico | FOTO

Il progetto Granat, pur essendo l'ultimo osservatorio spaziale sovietico, ha rappresentato una pietra miliare nell'astrofisica, contribuendo con scoperte fondamentali alla comprensione dell'universo

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Il 1° dicembre 2024 segna il 35° anniversario del lancio di Granat, l’ultimo osservatorio spaziale sovietico, che ha lasciato un’impronta indelebile nel campo dell’astrofisica. Lanciato nel 1989 dalla Lavochkin Scientific and Production Association, Granat ha avuto un impatto fondamentale nello studio delle sorgenti galattiche ed extragalattiche di radiazione cosmica nelle gamme dei raggi X e dei raggi gamma, permettendo di compiere scoperte che hanno cambiato il volto dell’astrofisica.

Il lancio e le caratteristiche tecniche

Il 1° dicembre 1989, la sonda Granat fu lanciata dal cosmodromo di Baikonur a bordo di un razzo Proton-K con uno stadio superiore DM-1. Il veicolo spaziale si inserì in un’orbita terrestre alta ellittica di 1.760 x 202.480 km, con un’inclinazione di 51,9° e un periodo orbitale di 98 ore. Con una massa di 4,4 tonnellate, di cui 2,3 tonnellate dedicate agli strumenti scientifici, Granat si configurava come una macchina altamente sofisticata, destinata a osservare la radiazione cosmica e solare nelle più ampie gamme energetiche, da 2 keV a 100 MeV.

Strumenti e scoperte scientifiche

Il suo complesso di strumenti scientifici, realizzato da un consorzio di istituti sovietici e internazionali, è stato progettato per studiare una vasta gamma di fenomeni cosmici. Granat ha permesso di fare scoperte sensazionali, come l’identificazione di una potente sorgente di radiazione ad alta energia, 1E1740-29, situata a 40 minuti d’arco dal centro della nostra galassia, una rivelazione che ha avuto un’importanza universale.

Tra le principali scoperte fatte grazie alla sonda, ricordiamo:

– la rilevazione delle linee di annichilazione di elettroni e positroni nei raggi X di microquasar e buchi neri candidati,
– l’individuazione di tre “novae a raggi X” come possibili buchi neri,
– la registrazione di oltre due dozzine di sorgenti di raggi X precedentemente sconosciute,
– la scoperta della prima fonte nella nostra galassia capace di produrre espulsioni dirette con velocità apparente superiore a quella della luce.

Granat ha anche contribuito a costruire mappe uniche delle regioni centrali della galassia in raggi X e raggi gamma e ha scoperto circa 20 nuove sorgenti di raggi X, tra cui GRS 1915+105, il primo microquasar della nostra galassia.

Il monitoraggio del Sole e altre osservazioni

Oltre a esplorare la nostra galassia, Granat ha condotto un monitoraggio della nostra stella, il Sole. Ha registrato la sintesi del deuterio durante i brillamenti solari e ha esaminato l’attività del cielo con raggi X duri, ampliando ulteriormente la nostra comprensione del cosmo. Inoltre, l’attrezzatura scientifica ha esaminato l’80% della sfera celeste, un risultato che ha portato alla pubblicazione di oltre 200 articoli scientifici.

Durata operativa e risultati

Granat ha superato le previsioni iniziali riguardo la durata operativa. La missione, che doveva durare otto mesi, è continuata per quasi nove anni, raccogliendo dati fondamentali e facendo scoperte che hanno avuto un impatto duraturo. Nonostante le difficoltà economiche e le limitazioni di finanziamento, la sonda ha operato con successo, raccogliendo dati fino al 27 novembre 1998, quando la trasmissione dei dati è stata interrotta.

Il progetto Granat, pur essendo l’ultimo osservatorio spaziale sovietico, ha rappresentato una pietra miliare nell’astrofisica, contribuendo con scoperte fondamentali alla comprensione dell’universo. Il suo successo è dovuto anche alla collaborazione internazionale, che ha coinvolto scienziati di diverse nazionalità. Il programma, gestito dalla Lavochkin Research and Production Association e dallo Space Research Institute dell’Accademia delle Scienze dell’URSS, ha lasciato un’eredità scientifica che continua a essere una risorsa vitale per gli astrofisici di oggi.

Granat, con i suoi innumerevoli successi, ha dimostrato che l’ingegneria spaziale sovietica, seppur in un periodo di difficoltà, ha avuto un ruolo cruciale nell’avanzamento della conoscenza scientifica globale.