“Difficile esprimersi su Edoardo Bove, sappiamo ancora poco. Se si trattasse di un difetto tubulare, si può correggere. Se fosse un difetto genetico, ci sarebbe da affrontare la questione del defibrillatore sottocutaneo. In Inghilterra si può giocare, noi abbiamo delle regole troppo restrittive. Eriksen? A mio avviso avrebbe potuto proseguire la sua carriera anche in Italia. Dobbiamo farci guidare dal buon senso”. Così Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, ospite di Palla al Centro su Rai Radio 1 Sport, sull’ipotesi di impianto del defibrillatore sottocutaneo per il centrocampista della Fiorentina Edoardo Bove dopo il malore occorso nel corso della partita del campionato di Serie A contro l’Inter.
Il defibrillatore sottocutaneo
Il defibrillatore sottocutaneo (S-ICD) è un dispositivo elettronico impiantato sotto la pelle, destinato a monitorare e trattare le aritmie cardiache potenzialmente letali. Diversamente dai tradizionali defibrillatori impiantabili, che comprendono un elettrodo posizionato all’interno del cuore, l’S-ICD è caratterizzato da un sistema completamente sottocutaneo, con un elettrodo che corre lungo il torace esternamente alla parete del cuore.
Questo approccio minimizza i rischi di infezione e riduce le complicazioni a lungo termine, poiché non richiede alcuna perforazione interna del cuore. Il dispositivo è in grado di rilevare rapidamente un’aritmia pericolosa e di somministrare una scarica elettrica mirata per ripristinare il ritmo cardiaco normale.
Vantaggi del defibrillatore sottocutaneo
- Minori rischi di complicazioni: l’assenza di un elettrodo intracardiaco riduce in modo significativo i rischi di infezioni, danni ai vasi sanguigni e altre complicazioni legate agli impianti convenzionali.
- Migliore tollerabilità e comfort: l’impianto sottocutaneo è meno invasivo e generalmente comporta una fase di recupero più rapida rispetto all’impianto tradizionale. Il paziente può continuare a svolgere molte delle sue attività quotidiane senza le limitazioni imposte da un dispositivo intracardiaco.
- Lunga durata della batteria: gli S-ICD tendono ad avere una durata della batteria più lunga rispetto agli ICD tradizionali, riducendo la necessità di interventi chirurgici frequenti per la sostituzione della batteria.
- Migliore estetica: poiché il dispositivo è posizionato sotto la pelle, risulta meno visibile rispetto ai tradizionali defibrillatori, che spesso lasciano una cicatrice visibile o richiedono l’impianto di un generatore che sporge dalla pelle.
Il defibrillatore sottocutaneo è indicato per pazienti con un rischio di morte cardiaca improvvisa, in particolare coloro che soffrono di aritmie ventricolari non controllabili, come la fibrillazione ventricolare o la tachicardia ventricolare. Viene comunemente impiantato in pazienti che presentano una cardiopatia ischemica, una cardiomiopatia dilatativa, o in coloro che hanno una storia familiare di morte cardiaca improvvisa.
La procedura di impianto
L’impianto di un defibrillatore sottocutaneo è una procedura chirurgica che viene eseguita sotto anestesia locale e richiede generalmente un tempo di recupero breve. La chirurgia comporta tre fasi principali:
- Posizionamento del generatore: il generatore del defibrillatore viene posizionato sotto la pelle, solitamente vicino alla parte superiore del torace, sotto la clavicola. Viene creato uno spazio tra la pelle ed i muscoli per inserirlo.
- Posizionamento dell’elettrodo: l’elettrodo viene inserito sotto la pelle lungo il torace, dove viene fissato saldamente. Questo elettrodo rileva le aritmie e invia segnali al generatore per determinare se è necessario somministrare una scarica.
- Test e programmazione: una volta impiantato, il dispositivo viene testato per verificare che funzioni correttamente. Il medico programma il dispositivo per rispondere in modo adeguato a determinati tipi di aritmie.
Dopo l’impianto, il paziente deve essere sottoposto a controlli regolari per monitorare il funzionamento del dispositivo e per garantire che la batteria del defibrillatore abbia una durata adeguata. Gli S-ICD sono dotati di tecnologie avanzate che consentono di monitorare continuamente l’attività cardiaca e, in caso di necessità, intervenire autonomamente. Alcuni dispositivi possono essere programmati per inviare dati a distanza al medico curante, riducendo la necessità di visite fisiche frequenti.
