Secondo una recente ricerca pubblicata su Science, la probabilità che il Sole generi un superbrillamento capace di mettere in crisi le reti elettriche e i satelliti terrestri potrebbe essere più alta di quanto stimato finora. Lo studio, basato sull’analisi di 56mila stelle simili al Sole, suggerisce che questi eventi estremi si verificano circa una volta ogni secolo.
Cosa sono i brillamenti solari
I brillamenti solari sono potenti esplosioni di radiazione elettromagnetica originate dalle macchie solari sulla superficie del Sole. Questi fenomeni rilasciano enormi quantità di energia in breve tempo e viaggiano alla velocità della luce, influenzando la ionosfera terrestre e causando blackout nelle comunicazioni. Sebbene i brillamenti di piccola entità siano relativamente comuni, gli eventi estremi, noti come superbrillamenti, sono molto più rari.
Superbrillamenti ed eventi di Miyake
I superbrillamenti, o “eventi di Miyake”, prendono il nome dalla scienziata giapponese Fusa Miyake, che nel 2012 identificò un metodo per rilevare questi fenomeni attraverso gli isotopi radioattivi di carbonio presenti negli anelli di crescita degli alberi. Si tratta di eruzioni solari di energia estremamente elevata, capaci di lasciare tracce fisiche e chimiche a lungo termine sul nostro pianeta.
Quanto sono frequenti
Secondo lo studio, eventi di questa portata sono rari ma significativi. Un’altra ricerca pubblicata nel novembre scorso ha identificato 6 tempeste solari estreme negli ultimi 14.500 anni, suggerendo che l’ultimo evento veramente eccezionale risalga al 664 a.C. La relativa calma delle ultime migliaia di anni potrebbe quindi essere un’anomalia, rendendo il nostro pianeta potenzialmente esposto a futuri superbrillamenti.
Come sono stati scoperti i superbrillamenti
Gli scienziati hanno analizzato i dati fotometrici raccolti dal telescopio spaziale Kepler tra il 2009 e il 2018. Lo studio ha esaminato la luminosità di 56.450 stelle simili al Sole, rilevando 2.889 superbrillamenti su 2.527 di esse. I risultati indicano che le stelle simili al Sole generano superbrillamenti circa una volta ogni cento anni.
Implicazioni per il futuro
Se il Sole segue lo stesso modello delle stelle analizzate, è probabile che in futuro possa produrre superbrillamenti con una frequenza maggiore di quanto previsto. Gli scienziati, tuttavia, sottolineano che non è ancora chiaro quanto il comportamento del Sole differisca da quello delle stelle osservate.
L’Evento di Carrington
L’esempio più noto di un superbrillamento solare è l’“Evento di Carrington” del 2 settembre 1859, quando l’astronomo Richard C. Carrington osservò un bagliore bianco sulla superficie del Sole per circa 5 minuti. Questo evento, classificato come un brillamento di livello X45, è stato il più potente mai registrato. Per confronto, il brillamento più intenso dell’attuale ciclo solare è stato un X9.9, rilevato il 3 ottobre 2024.
L’Evento di Carrington provocò una massiccia espulsione di massa coronale, generando tempeste geomagnetiche e aurore visibili fino all’equatore. Tuttavia, in un’epoca preindustriale, i danni furono limitati.
Perché è importante agire
Con l’attuale dipendenza dalle tecnologie basate sull’elettricità e sui satelliti, un evento simile oggi avrebbe conseguenze devastanti. La vulnerabilità delle infrastrutture globali richiede una pianificazione proattiva per mitigare i potenziali danni di un superbrillamento solare. Gli scienziati monitorano il Sole per comprendere meglio i rischi e prepararsi a un futuro che potrebbe includere eventi solari estremi.


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