Secondo il ministero dell’Industria giapponese, l’energia nucleare contribuirà all’8,5% della produzione totale di elettricità del Giappone nell’anno fiscale in corso, il valore più alto dal 2012. Questo aumento segue il recente riavvio dei reattori della centrale nucleare di Takahama, nella prefettura di Fukui, con un incremento di 2,9 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Sebbene la domanda complessiva di energia elettrica sia diminuita e la produzione totale sia scesa dell’1,6%, la quota di energia nucleare è in risalita.
Prima del disastro nucleare di Fukushima del marzo 2011, l’energia nucleare rappresentava il 25,1% della produzione elettrica del Giappone. Tuttavia, dopo il terremoto magnitudo 9 e il devastante tsunami, tutti i reattori furono spenti per circa 2 anni, a partire dall’estate del 2013. Nonostante questo lungo periodo di interruzione, le energie rinnovabili, tra cui solare, eolico e idroelettrico, hanno visto una crescita contenuta, arrivando al 22,9% della produzione totale di energia nel 2023, con un incremento modesto dell’1,1% rispetto all’anno precedente.
Il piano energetico giapponese del 2021, attualmente in fase di discussione da parte del comitato esecutivo del ministero dell’Industria, stabilisce obiettivi a medio-lungo termine: il 20-22% di energia nucleare, il 36-38% di energie rinnovabili e il 41% di energia termica.


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