Calenzano: un operatore ha dato l’allarme, poi l’esplosione

Nell’esplosione allo stabilimento Eni di Calenzano, avvenuto alla pensilina numero 6, sono state coinvolte cinque autocisterne

Poco prima dell’incidente a Calenzano, un operatore che era al deposito dell’Eni ha dato l’allarme ma pochi secondi dopo si è verificata l’esplosione. È quanto appreso in ambienti investigativi. Tutto è avvenuto alla pensilina numero 6 dell’area di carico che ne conta 10. Alle 10:21 e 30 secondi, questa l’orario registrato, un operatore con un pulsante ha dato l’allarme ma in pochi secondi c’è stata la deflagrazione a cui è seguita una catena di esplosioni che ha coinvolto almeno cinque autocisterne.

Nell’esplosione 5 persone hanno perso la vita. Solo una è stata identificata: si tratta dell’autotrasportatore 51enne Vincenzo Martinelli. Per gli altri quattro, Carmelo Corso, 57 anni, Gerardo Pepe, 46 anni, Franco Cirielli, 46 anni, e Davide Baronti, 49 anni, l’identificazione appare più complessa. Tutti erano alla guida di autocisterne, si trovavano nell’area della pensilina di carico del deposito Eni. Erano stati registrati come “visitatori” dai dipendenti Eni, che poi hanno girato la lista ai Carabinieri che indagano con il coordinamento del procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.